CHIANG RAI: le 7 cose da non perdere

Chiang Rai: ecco le 7 cose da non perdere. Templi, opposti cromatici e piantagioni di tea, fanno di questo posto una vera chicca.

Per me è stata la terza volta in terra thailandese, ma la prima volta nella parte Nord del paese. L’itinerario si è sostanzialmente diviso in due principali tappe. Quelle solite di chi si approccia a questa zona: Chiang Rai e Chiang Mai.

Cominciamo dalla prima città.

Chiang Rai di primo acchito non colpisce moltissimo: spoglia, anonima, dai insomma bruttina, ma se, se ne apprezzano le qualità, in realtà diventa molto graziosa.  Una cosa è sicura, la preferisco di gran lunga a Chiang Mai più grande e più caotica.

Dopo due mesi in Asia avevamo voglia di tranquillità e qui l’abbiamo trovata. Credo, rappresenti un piacevole stacco dalla frenesia dei grandi classici centri urbani, oltre al fatto che è anche economica. Questo aspetto non guasta mai. Se avete in progetto di organizzare una sosta in questa città due/tre giorni possono essere sufficienti.

Queste, sono le 7 cose che NON dovete assolutamente perdere.

1. VISITA AL TEMPIO WAT RONG KHUN

Anche meglio conosciuto come WHITE TEMPLE.

Mi piacciono le cose alternative e trovarne le mie interpretazioni. Questo tempio è cosi: alternativo, diverso, fuori dal coro e dai classici standard. Bianco, luminoso, pulito, vanitoso. A mio avviso è un esempio, non solo di architettura, ma soprattutto di arte. Estremamente affascinante. Un misto tra sacro e profano con un tocco di pop.

Quest’ ecclettica costruzione è stata costruita nel 1997 per mano di un’importante artista thailandese. Rappresenta un simbolico viaggio che parte dagli inferi per arrivare fino alla cima del paradiso. Una denuncia terrena alla nostra società corrotta e piena di vizi.

Durante la visita, aguzzate la vista per cercare gli elementi che rappresentano, non solo le debolezze umane ma, dell’intera società. Le troverete in maniera più esplicita nella pittura murale che troverete nella parte interna del tempio.

Non voglio svelarvi particolari, ma fate anche attenzione alle mani che escono dal suolo all’inizio del percorso. Ne troverete di diverse e di bizzarre fattezze appartenenti ad altrettanti bizzarri esseri umani e non.

Approcciatevi alla visita come se steste visitando una provocatoria opera d’arte contemporanea perchè principalmente di questo si tratta.

La visita dura più o meno 1 ora e mezza ed è a pagamento.

Potrete arrivarci dalla città o in taxi o con uno scooter a noleggio.

2. VISITA AL TEMPIO NERO- BLACK HOUSE/ BAAN SI DUM

Anche questo rappresenta un bizzarro complesso: di dubbio gusto dal sapore molto kitsch.

Come il primo, anche questo è stato costruito da un famoso artista thailandese che si chiama Thawan Duchanee. Il sito è in parte museo, in parte casa, in parte studio e in parte giardino. Un’opera d’arte nel suo complesso a suo modo davvero eccentrica che, insieme al tempio bianco costituisce il suo opposto. Troverete strutture, sculture realizzate con i materiali più disparati, come corna di bufali, teschi di animali, pelli di coccodrillo, pellicce ed enormi conchiglie. Spesso troverete questi elementi appoggiati semplicemente su enormi tavoli di legno o poltrone di pelle categoricamente di colore scuro. Sono tutti oggetti collezionati dall’artista.

La visita dura all’incirca due ore. Dopo lo stupore iniziale, le opere e gli oggetti sono spesso gli stessi, quindi a tratti potrebbe risultare monotono, ma a suo modo  interessante. Visita a pagamento. Potrete arrivarci in taxi o con uno scooter a noleggio.

3. OROLOGIO IN TECHNICOLOR: la clock tower

La “Clock Tower” è uno dei simboli della città. Si trova nel bel mezzo di una rotonda e la sua bellezza può essere davvero opinabile.

Dorato e molto barocco, è un elemento della città molto pacchiano. Soprattutto, quando alle 18.00 e alle 22.00 lo vede come protagonista di uno spettacolo di luci e musica che lo rende una vera attrazione turistica. Dieci minuti di “spettacolo” anni 80 style.

4. TEA PLANTATION “CHOUI FONG TEA”

La visita alla piantagione di tea è stata una piacevole scoperta. La consiglio per chi ha voglia di ritagliarsi un pomeriggio o una mattinata di tranquillità sopra deliziose e verdi colline. In circa un’oretta di viaggio in scooter, siamo arrivati a Choui Fong Tea, una delle due piantagioni di tea più famose della zona.

Avete presente il film “Il profumo del mosto selvatico”? L’atmosfera è quella, con la sola differenza che, anziché le piante di vite ci sono cespugli di tea. Una semplice e piccola verde meraviglia.

Un consiglio: fermatevi a fare merenda in uno dei ristori sopra le colline. Ce ne sono due, esattamente uguali. Troverete torte che sono meraviglia per gli occhi e non solo, gelati e creativi frappè da leccarsi i baffi.

Potrete fare anche shopping: miscele diverse, kit completi per il tea matcha o “taste box”. Il tutto confezionato con packaging molto eleganti.

5. GOLDEN TRIANGLE

Da Chiang Rai potrete prenotare un’escursione in giornata per arrivare al Triangolo d’oro. Molti turisti arrivano in questa zona quasi solo per questo.

Il Golden Triangle rappresenta la zona di confine tra Laos, Thailandia e Birmania.

Noi, per questione di tempo e di scelte non ci siamo arrivati, ma è possibile organizzare questa escursione in maniera molto facile. Potete appoggiarvi ad agenzie locali che, trovate disseminate per tutta la città, oppure direttamente presso il vostro alloggio.

6. SERATA AL NIGHT MARKET

Questa è l’attività che preferisco delle città asiatiche.  Chiang Rai non è da meno. Potrete passare una serata molto carina tra shopping e cibo. Nel cuore del mercato troverete una grande piazza dove ai lati sono disseminate numerose banchette “street food”.

Avrete l’imbarazzo della scelta. Nel centro della piazza c’è un grande palco sul quale vengono fatti spettacoli di musica e danza tipica. Basta scegliere dove acquistare il cibo e sedersi in uno dei tanti tavolini presenti.

7. MERENDA AL CATS CAFFE’

Non ero mai stata in una “cats cafè”. So che cominciano a essercene in diverse città, soprattutto europee e sono anche consapevole che, rappresenta una delle classiche diavolerie per turisti o affini, ma che dire, ho ceduto!

Sono entrata,  ho consumato e ho familiarizzato con i gatti al suo interno. Il caffè si chiama Cat’n’A Cup cat Caffeè: un simpatico gioco di parole tra l’inglese e il thailandese. È molto pulito (prima di entrare occorre togliersi le scarpe e disinfettarsi le mani) e vige un’attenzione particolare per gli amici a quattro zampe.

La reputo un’esperienza carina per una merenda originale in pelosa compagnia all’interno di un’atmosfera molto rilassata.

 

 

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