VALENCIA: cosa vedere in tre giorni

Tre giorni a Valencia. Cosa vedere e cosa fare per non perdersi i Must Do della città.

È Ottobre, il momento del viaggio with my super mum! Dopo aver visitato Siviglia e Cordoba lo scorso anno, abbiamo deciso di rimanere in Spagna e questa volta dedicare la nostra visita a Valencia!

La prima cosa che mi ha colpito di Valencia è quella di non averla trovata poi così piccola come tutti mi descrivevano. È vero, non è grande, ma non è nemmeno così ridotta. Tre giorni pieni sono l’ideale per avere un’idea di massima della città. Quattro sarebbero perfetti se si desidera dedicarle un pochino più di tempo lasciando spazio ad altre attrazioni come per esempio, il Bioparco o La Albufera.

L’importante, come in tutti i viaggi, è avere un buon piano d’azione abbinato ad una buona dose d’improvvisazione. Come piace a me insomma.

Ma veniamo a noi.

Valencia la interpreto come una città composta da tre anime diverse:

  • il centro storico;
  • il verde letto del fiume Turia e la eCittà delle Arti e delle Scienze;
  • la zona delle spiagge e del porto;

In quest’articolo vi racconterò come poter sfruttare il tempo al meglio e cosa non perdere assolutamente, secondo il mio punto di vista.

VALENCIA E IL CENTRO STORICO

Il centro storico di Valencia può essere diviso in diverse aree che presentano attrazioni imperdibili, tutte facilmente raggiungibili a piedi. Importante seguire un percorso di visita ordinato, di modo da non saltare da una zona all’altra perdendosi dei pezzi in qua e in là.

Vi consiglio, per questo, di “segmentare” il percorso zona per zona:

Barrio Nord, il cuore del centro

  • Cattedrale

Quella importante. Quella che, al suo interno custodisce il prezioso pezzo “leggendario”, il pezzo forte. Il Sacro Graal, la sua fama lo precede. Che sia davvero quello autentico? Le supposizioni, le testimonianze e le speculazioni non si contano. Approcciatevi a questo con il dovuto misticismo o scetticismo, a voi la scelta. Abbiamo visitato la chiesa dopo le 18.00. Casualmente ci siamo accorte che, dopo tale orario l’ingresso è gratuito, ma non è possibile accedere ad alcune parti, fruibili solo previo pagamento del biglietto. Tra queste la salita al campanile El Miguelete o le visite guidate. È possibile entrare, però, (e questa cosa mi ha davvero stupita) nella “Capilla del Sacro Caliz”.

Potrete, quindi vedere il pezzo da novanta gratuitamente. La cattedrale collega Plaza De La Reina a la Plaza De La Virgen che si vanta del suo pavimento perfetto quasi da sembrare appena passato con la cera.

Proprio in questa piazza accanto al retro della cattedrale, si trova la Real Basilica de Nuestra Signora, vale la pena entrare per vedere il maestoso affresco sul soffitto. Pazzesco! Da questa piazza potrete arrivare a La Almoina, l’area archeologica romana sotterranea visibile a pagamento.

  • La LONJA DE MERCADERES detta anche LONJA DELLA SETA

Dichiarata Patrimonio dell’Unesco è una visita assolutamente imperdibile. Si tratta di uno spettacolare edificio in stile gotico in cui,nel XV secolo, avvenivano le compravendite delle materie prime preziose come, appunto, la seta e la lana. È composta da tre sezioni, una delle quali è la sala principale. Meravigliosamente imponente con colonne alte 17 mt che quasi sembrano attorcigliarsi su sé stesse. Visita a pagamento, ingresso gratuito con la Valencia Visit Card. Tempo di permanenza: circa 30 minuti.

  • Mercato Centrale

Molto simile per concetto e anche come struttura al mercato De La Bouqueria a Barcellona. Qui, troverete la gastronomia valenciana ai massimi livelli con un ordine ed una pulizia a dir poco maniacale. Non potete non passarci, sarebbe immorale. Non potete non assaggiare ciò che vi verrà offerto, sarebbe doppiamente immorale.

Troverete pane per i vostri denti e tante cose gustose, tra cui le olive, spezie, succhi di frutta freschi e assaggi di ottimo prosciutto Pata Negra. Non dimenticate di dare uno sguardo alla sezione dedicata al pesce fresco (in fondo sulla destra, entrando dall’ingresso principale). I pesci, i crostacei e i molluschi sono esposti con la grazia e la cura con cui verrebbero esposti diamanti di Cartier.

Una nota: non aspettatevi cattivi odori, impossibile, è tutto tremendamente perfetto! Vi consiglio di arrivarci la mattina presto (verso le 9.30/10) per evitare la folla. Solo così potrete assaporarne la giusta essenza. Considerate che, sia questo mercato, che il Mercato Colon (nella parte est della città) chiudono alle ore 15.00.

Barrio Sud, il cuore della città vecchia

  • Stazione centrale o Stacion del Norte è un perfetto ed emblematico esempio di architettura in stile Liberty. Entrarci dentro è un po’, come tornare indietro nel tempo, ed immediatamente sono treni a vapore e signore con eleganti cappelli coperte da mantelli color porpora.

Accanto alla stazione troverete la Plaza de Toros e il suo Museo Taurino. Se non ne avete mai visto una, vi consiglio di farci una capatina. Desta sempre curiosità il backstage di questo cruento, ma tradizionale spettacolo. Ve ne ho parlato più ampiamente nella mia visita all’Arena di Siviglia e Ronda.

  • Plaza del Ayuntamiento: la piazza del municipio. Un’enorme piazza in cui potete trovare alcuni dei più sontuosi edifici della città, tra cui le poste, il teatro ed una fontana che incornicia un’incessante via vai di bus che collegano i vari angoli della città. È uno degli spazi più caotici di Valencia.

  • Proprio qui, dirigendosi leggermente più a Nord e addentrandosi in alcune stradine, arriverete ad una zona che io ho adorato: quella di Santa Catalina e di Plaza Redonda. Uno spazio raccolto, più tranquillo e più silenzioso.

All’interno di questa piccola piazza di forma rotonda, troverete una decina di mercerie: signore che      vendono nastri, gomitoli, cerniere, stoffe e negozi di artigianato locale. Una piccola chicca.

  • Spostandosi attraverso Calle Abadia San Martin, arriverete al Museo della Ceramica. Da non perdere, non tanto per la visita al museo stesso (che consiglio agli appassionati del genere), quanto per la maestosità delle sue facciate. Meravigliose! Una vera opera d’arte.

Le fotografie non ne rendono la giusta bellezza. Andando dritto di qui incontrerete la piazza del Museo del Patriarca.

Barrio del Carmen

Questo quartiere si trova all’estremo Nord del centro di Valencia, ai piedi del “fiume” Turia. È una parte di Valencia che ho gradito molto, dinamica, giovane e frizzante. È il barrio dove troverete alcune delle più famose opere della Street Art Valenciana. Vi consiglio di non seguire un preciso percorso, ma di perdervi nelle stradine e nelle vie che vi portano fino al cuore:  Plaza del Carmen.

Casualmente, mi sono imbattuta in questo delizioso murales.

Un murales che ricorda la terribile inondazione del fiume Turia nel 1957. Attratta da una musica ad alto volume proveniente da una finestra, un melodico flamenco, sono arrivata fino a qui. Quella melanconica litania ha fatto da colonna sonora a questa meravigliosa e commuovente opera murale.

Da quella tragedia, il fiume Turia fu prosciugato, per lasciare spazio ad una delle principali attrattive di questa città. Ve ne parlerò tra poco. Potrete partire alla scoperta del quartiere cominciando dai Giardini Botanici (con la sua colonia di gatti selvatici), per arrivare poi alle Torres de Quart fino alle Torres de Serranos, le vecchie mura e le vecchie porte della città.

Questa passeggiata ha un non so che di “malinconico”, ma allo stesso tempo ne percepirete le frizzanti vibrazioni.

Barrio Russafa

Prima di partire ho sentito parlare tantissimo di Russafa, soprattutto, mentre cercavo informazioni su cosa vedere in città. In più di un blog e nella guida stessa, ho trovato lodi rispetto questa parte di Valencia che sta, a quanto pare, avendo un grosso successo soprattutto per la movida serale. Proprio spinta da tutto questo “tam tam”, appena arrivata, ho dedicato alcune ore alla visita. Forse, proprio per le troppe aspettative ne sono rimasta delusa.

Onestamente, non ho trovato il tutto così interessante, né nel tardo pomeriggio, né in serata. Ebbene sì gli ho dato due chance!

Andrò controcorrente e non me ne vogliate, ma io non l’ho sentito così fantastico. Una cosa però posso dirvela: è sicuramente il quartiere dei valenciani. La cosa interessante è proprio vedere molti “local” e mescolarsi tra loro. Credo che, questa sia uno dei principali motivi che rendono Ruffasa più autentica del resto. Ideale per la cena o per un aperitivo. Questo quartiere dista dalla stazione centrale più o meno 15/20 minuti a piedi.

VALENCIA E LA TURIA, VALENCIA E L’OCEONOGRAFIC.

La seconda anima di Valencia è il letto del fiume Turia. Come anticipavo prima, il fiume Turia venne prosciugato a seguito di una catastrofica alluvione che mise Valencia sott’acqua. Dopo questo disastro, si è trasformato, per opera dell’uomo, in quello che è il polmone verde della città: 9 km di spazio sostenibile in mezzo alla natura. Un parco amatissimo.

Alzatevi presto, prendete la metro e scendete alla fermata “Alameda”, da qui cominciate la passeggiata che vi porterà sino alla Città delle Arti e delle Scienze in circa 30/35 minuti. Sarà piacevole. Potrete toccare con mano la vita mattutina: bambini, corridori, biciclette e ciclisti, classi che improvvisano lezioni di yoga o pilates, cani a passeggio, ragazzi sugli skate o sui longboard. Delizioso. Vi sembrerà di essere in un posto diverso da quello che avete visto fino ad ora. Se seguirete il mio consiglio, ovvero, di arrivare a piedi al famoso acquario, a circa metà percorso vi imbatterete, sia nel Palau de La Musica (sopra il letto del fiume), che in un grazioso playground dedicato alla figura del leggendario Gulliver. Un Gulliver gigante utilizzato dai bambini come un super gioco su cui arrampicarsi, scivolare e rincorrersi.

Da qui, vi basteranno circa 15 minuti per arrivare a quello che è il complesso architettonico più famoso di tutta la Spagna, se non d’ Europa: la Città delle Arti e delle Scienze.

Maestoso, alternativo, moderno, bianchissimo, fotogenico: è composto da forme bizzarre e interpretabili. Si tratta di un’enorme area di 35.000 mq creata da un famoso architetto: Calatrava. Il complesso è composto: dal Museo delle Arti (dove si trova anche l’Opera House), dal Museo interattivo delle Scienze, dall’Hemisferic/IMAX e dall’OCEANOGRAFIC.

Se avete un giorno in più a disposizione organizzatevi per passare qui una giornata intera, non ve ne pentirete. Noi per motivi di tempo, abbiamo dedicato mezza giornata all’acquario.

Che dire, un posto bellissimo, ordinato, pulito e orientato al profondo rispetto per tutte le creature marine. Potete fare il vostro biglietto (volendo anche Combo con il Museo delle Scienze) direttamente in loco oppure on line, dove sono previsti qualche euro di sconto. In questo caso, se dovesse esserci alta affluenza avrete la possibilità di recarvi direttamente ai tornelli senza fare la fila risparmiando tempo ed energie.

Considerate per la visita almeno tre ore e non perdetevi per nessuna ragione lo spettacolo dei delfini. Potete tranquillamente seguire il percorso proposto dalla mappa che vi consegneranno all’ingresso. Troverete una divisione numerica delle varie aree per continente e vi stupirete di tanta bellezza e cura.

Vi consiglio, inoltre, di arrivare la mattina, è più facile e troverete meno ressa che, tendenzialmente aumenta verso le 12.00. È possibile mangiare all’interno nei punti ristori o nel ristorante principale.

VALENCIA E LA PLAYA

La parte delle spiagge è la terza anima di Valencia. Una parte della città diversa ancora. Qui si lascia la frenesia cittadina per lasciare spazio ad un ritmo più lento e rilassato. Qui tutto si ferma e si trasforma. È il mare. È la spiaggia. È la patria dei surfisti che potrete vedere all’opera a qualsiasi ora del giorno, ma principalmente nel pomeriggio. È la vita da spiaggia incorniciata dai Beach Club esclusivi sul porto riqualificato a seguito dell’America’s Cup del 2007 o dai “ciringuito” più spartani. Il lungomare è pieno di gente. È energia pura.

Dall’oceanografico potete prendere il bus numero 95 e arriverete direttamente alla Playa de Las Arenes. Da qui potrete intraprendere due percorsi: quello nel quartiere Cabanyal e quello fino alla Spiaggia Malvarrosa.

Il Cabanyal è il vecchio quartiere dei pescatori. Si vede. Un po’ degradato e trasandato, ma molto caratteristico. Non sono più gli edifici alti e sofisticati del centro storico, ma casette basse, colorate, che creano un pittoresco agglomerato. Se fossi in voi un giretto lo farei, non tanto per vedere chissà cosa, perché oggettivamente da vedere c’è poco, ma per respirarne l’essenza.

È il quartiere più vecchio di Valencia. Risulta disordinato sia nella manutenzione, sia nei suoi abitanti. Un po’ gitano, se così vogliamo chiamarlo. Ho fatto il percorso proposto dalla Lonely Planet, circa 20 minuti di camminata.

Da qui potete scendere fino alla spiaggia e godervi uno splendido tramonto. Fatevi una bella passeggiata nel lungomare fino alla Playa Malvarrosa. Una curiosità: lungo la pista ciclabile e pedonale che dal porto va alla Malvarrosa troverete una sorta di Walk of Fame dedicata ad attori e registi spagnoli e italiani, tra cui Federico Fellini, Giulietta Masina, Vittorio Gassman, etc..

Non andate via di qui senza aver assaggiato la vera Paella Valenciana. La trovate in tutta la città, ma questa è la zona giusta. Fermatevi da: La Pepica (prenotate altrimenti non mangerete) o dalla Marcelina. Ottima!!

Nel prossimo articolo vi darò alcuni consigli pratici sulla città: come arrivare, come spostarsi, dove dormire, cosa mangiare e come organizzarsi. Stay Tuned!

 

4 pensieri su “VALENCIA: cosa vedere in tre giorni

  1. Sono tornata proprio ieri sera da Valencia e ho visitato praticamente tutto quello che hai segnalato… una città davvero speciale, ricca di attrazioni, molto viva e allegra.

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