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Autunno in Romagna: i 10 borghi da non perdere

Autunno nei borghi della Romagna. I 10 borghi insoliti e autentici da non perdere. Andiamo a caccia di tradizioni, di storie, di eccellenze e di foliage!

Quando si parla di borghi, l’immaginario porta sempre a piccole strade strette acciottolate, a rocche, a castelli e ad anziani che “fanno trebbo” nei bar a tratti “sbilenchi”. In effetti è proprio così, ma non solo.

I borghi ci riportano immediatamente ai colori caldi dell’autunno, alle sagre paesane, ai sapori rotondi come quelli dei funghi, al sentore pungente del Sangiovese di Romagna e al profumo delle caldarroste.

Quando visitiamo i borghi siamo nella consapevolezza di essere alla ricerca di una vera e propria immersione sia nel paesaggio stesso, ma anche nella storia, nella tradizione e nel folclore.

Considero i borghi un vero brindisi alla vita: ci ricordano uno stile di vita rurale e autentico, quello a cui ai giorni nostri non siamo più abituati.

Che sia proprio questo il motivo per il quale li amiamo tanto? Sono i luoghi delle favole, i villaggi antichi, quelli in cui si trovano le storie di una volta e le leggende tramandate dai nonni.

Se dovessi paragonarli a qualcosa, li paragonerei a dei rifugi spirituali.

Fermiamoci un attimo, però, e guardiamo l’altro lato della medaglia.  

I borghi, che per noi rappresentano una destinazione insolita con un’alta attrattiva, spesso non lo sono per chi li abita. Ai giovani, stanno stretti, al punto che, la tendenza è quella di andarsene e avvicinarsi a luoghi più “fortunati” e più comodi per scuola e lavoro. Anche se questa migrazione è tutt’ora presente, il trend dopo il lockdown si è invertito, al punto tale da esserci un vero e proprio ritorno alle origini vanto del turismo lento e sostenibile.  

In vista della stagione autunnale e del foliage, ecco una lista dei 10 borghi da non perdere.

Siamo nella Romagna che non tutti conoscono, l’altra Romagna, quella buon vivere e quella della tradizione più radicata.

Autunno in Romagna: VALLE DEL BIDENTE

I 10 borghi da non perdere in Romagna: CUSERCOLI

Cominciamo con la Valle del Bidente, che si raggiunge arrivando da Forlì.

Cusercoli è un piccolo borgo che nasconde delle eccellenze eno-gastronomiche degne di nota.

La visita può cominciare dal piccolo borgo, fino alla rocca, nella quale potrete dare un’occhiata al Museo delle Formelle, al giardino pensile e alla Chiesa di S. Bonifacio.

Il Museo in questione nasconde una particolarità, le 14 tappe della via Crucis in tavole di ceramica, possiedono un’iconografia del tutto particolare che comprende nudi e streghe: elementi impensabili nei ritratti sacri.

Dal centro, si può scendere fino al ponte per scattare una foto panoramica del borgo. Proseguite poi, per una degustazione di vino a Poderi dal Nespoli cantina sin dal 1929.

Una storia che si snoda tra guerre, osterie e la geniale idea delle etichette sopra le bottiglie, Poderi dal Nespoli è il posto giusto per scoprire il mondo del vino: dalla filiera della vinificazione alla degustazione.

Potrete assaggiare i vini tipici del territorio come il Pagadebit, l’Albana e il Trebbiano.

L’ospitalità, l’accoglienza e la condivisione, sono alcuni dei punti cardine di questo posto in cui poter celebrare la vita con un brindisi davanti ad un filare di viti.

Accanto alla struttura della cantina a tratti futuristica, ma completamente sostenibile a livello ambientale, sorge “Borgo dei Guidi”, l’agriturismo. Una location perfetta per matrimoni o eventi come il Festival di narrazione che si svolge a fine agosto intitolato: “Mosto: il succo delle storie”.

All’interno dei Poderi dal Nespoli si possono fare tour guidati con degustazione di 2 calici a scelta.

Proseguendo lungo la strada spostiamo l’attenzione non più al vino, ma alla birra artigianale. Siamo al Birrificio Mazapegul un edificante esempio imprenditoriale di giovani romagnoli.

Il birrificio e il locale adiacente sono decisamente impattanti e belli.

Dall’interno è possibile vedere il laboratorio dove viene creata la birra dal malto alla fermentazione fino all’imbottigliamento, all’esterno le colline e un tramonto pazzesco. Non solo è possibile fare degustazioni, ma il locale propone un menù super goloso!

Hanno 9 tipi di birra dai nomi bizzarri, come per esempio “Befana Befana” o “Ultima Morosa” con etichette estremamente creative e uniche nel loro genere.

Proseguendo su questa vallata potrete arrivare ai borghi successivi.

I 10 borghi da non perdere in Romagna: GALEATA E PIANETTO

Galeata è un piccolo borghetto che comprendete anche il piccolissimo Pianetto.

Pur essendo piccolo possiede un immenso patrimonio archeologico e artistico che si snoda in 3 punti principali:

  1. Gli scavi archeologici della Villa di Teodorico, residenza del Re Bizantino, prossimi all’apertura per le visite guidate;
  2. Gli scavi archeologici della città romana “Mevaniola”;
  3. La collezione del Museo Mambrini al Convento dei Padri Minori Conventuali di Pianetto. Al suo interno sono presenti una sezione storico-artistica con quadri, ceramiche e affreschi e una sezione archeologica;

Se vi piace camminare partendo da Galeata lungo la Via Crucis delle Celline arriverete alla Basilica di Sant’Ellero un luogo immerso nel silenzio e nella sacralità della foresta.

La Basilica è ben conservata e visitabile. Al piano inferiore, nella cripta, son custodite le spoglie del santo ed è qui che potrete svolgere un rito molto curioso. Troverete, infatti, un buco nella pietra e la leggenda dice che chiunque infili la testa al suo interno verrà curato il mal di testa.

Per chi non ha voglia di camminare o per chi è di fretta può arrivare fin quassù anche in macchina.

Idee per la cena? A Pianetto, l’Osteria La Campanara, un tempo canonica del paese, oltre ad essere estremamente scenografica con il suo orto e le cipolle appese, vi conquisterà con le sue specialità!

Le polpette e i tortelli fritti ai porcini, saranno come le ciliegie!

I 10 borghi da non perdere in Romagna: SANTA SOFIA

Santa Sofia vanta Il più grande parco di sculture all’aperto in Emilia Romagna: un percorso sia pedonale che ciclabile che si snoda attraverso una serie di sculture. Un elemento vincente della città.

Il borgo di Santa Sofia è il lascia passare per entrare nel Parco delle Foreste Casentinesi fino alla Diga di Ridracoli.  E’ un punto di contatto tra la Romagna e la Toscana che vede contaminare le due tradizioni e le due culture montanare.  Dalla sua Piazza Matteotti da dove è possibile vedere il fiume si può scendere e cominciare il percorso delle sculture all’aperto.

Insieme a Premilcuore e Bagno di Romagna, Santa Sofia è promotrice del progetto Vias Animae, le strade ritrovate sui sentieri storici dell’Alta Romagna: una vera proclamazione della natura attraverso il cammino.

Non dimenticate di visitare la stamperia artigianale “Peromatto” che fonda la sua tradizione sull’arte della stampa a mano romagnola. Vengono utilizzati solo filati, colori e tinte naturali, tra cui anche le piante.

La particolarità di questa bottega è la capacità di fondere un’arte antica in quelli che sono elementi più moderni. Sia in fatto di soggetti da riprodurre come foglie o disegni geometrici, sia dalla bottega stessa che merita di essere vista a prescindere che voi siate o meno cultori di artigianato.

Per informazioni scrivete a: info@peromatto.com

Autunno in Romagna: VALLE DEL MONTONE

I 10 borghi da non perdere in Romagna: DOVADOLA

La prima cosa che dovete fare quando arrivate a Dovadola è cercare il forno.

“Nel nome del Pane” di Cappelletti e Bongiovanni che, dal 1979 produce pane, è una piccola mecca dell’arte della panificazione.

Frutto di una profonda ricerca e studio sull’alimentazione e sulla consapevolezza degli alimenti, i prodotti vengono preparati con pasta madre e il 100% farine di grani antichi e romagnoli, macinate a pietra. Questo forno sposa la filosofia della genuinità, digeribilità e naturalezza a km 0. Un’attenzione maniacale alle intolleranze alimentari e alla celiachia ha reso i prodotti delle vere e proprie eccellenze.

È possibile ordinare i loro prodotti anche on line compresi il pane per i celiaci o i prodotti vegani. Non perdetevi la focaccia integrale!

Un giretto nel borgo fino alla rocca (chiusa per restauro) è d’obbligo, ma non dimenticate di fermarvi al Museo Sala Storica “Guido Guerra” che presenta la mostra permanente “Con il ferro e con il fuoco”: armi bianche dall’evo antico a quello contemporaneo.

La visita è guidata da volontari preparatissimi e focalizzata sull’aspetto artistico e storico delle armi: dalla spada, alla lancia fino alla scimitarra. Una visita che, oltre ogni dubbio, va a sfatare miti approfondendo la storia delle armi in maniera estremamente moderna e curiosa.

La mostra che è sita in una location pazzesca ed è gestita dall’Associazione Culturale Armorum Ars di Dovadola. Per le visite guidate potete chiamare Alberto al 351-8184942

Non andate via da Dovadola senza essere passati a fare una degustazione di vino a Corte San Ruffillo, un Country Resort di Gran Classe che coltiva con metodo biologico e realizza prodotti di altissima qualità come vini, salumi, olio d’oliva e composte di frutta senza zucchero.

Il Resort ha, inoltre un ristorante e delle camere con jacuzzi privata. Completa l’offerta la Spa e la piscina esterna con vista.

I 10 borghi da non perdere in Romagna: PORTICO

Portico di Romagna è a tutti gli effetti il mio borgo preferito ed è a tutti gli effetti la location top per trovare il foliage e l’atmosfera giusta per gustarsi una domenica d’autunno.

I 10 borghi da non perdere in Romagna: ROCCA SAN CASCIANO

Rocca San Casciano ultimo capoluogo della Romagna Toscana nel 1836, era il luogo in cui vi avevano sede tutti gli uffici della pubblica amministrazione tra cui il tribunale, il carcere, la prefettura, il catasto e così via.

Questo retaggio storico rende Rocca, così lo chiamano i local, uno dei borghi più attivi e “moderni” della vallata, pur mantenendo la propria autenticità.

La piazza triangolare che, in scala molto più piccola mi ha ricordato quella di Siena forse per via delle pietre rosse, era il luogo di incontro per eccellenza.

Ma cosa vedere a Rocca San Casciano?

  • Pur essendo piccolo è diviso in due rioni: Rione Borgo e Rione Mercato. Quest’ultimo, come suggerisce il nome, era il borgo dove un tempo erano presenti le botteghe degli artigiani e il mercato, mentre il “Borgo”, chiamato in antichità Borgo di Sopra era il rione dove risiedevano le famiglie più prestigiose della città. Passeggiate, dunque, tra un borgo e quell’altro per vedere le diverse peculiarità;
  • Visitate la bottega originale del ciabattino Sgalì, completamente autentica e rimasta intatta. Gestisce le visite il figlio Paolo;
  • Visitate le chiese tra cui quella dei frati francescani e quella del Suffragio fino ad arrivare al parco;
  • Salite fino al Castellaccio, il vecchio castello di cui rimane la torre di 15 mt completamente restaurata;

Da Rocca San Casciano partono “I percorsi della margherita” detti anche itinerari Naturalistici per Moderni pellegrini: una serie di percorsi CAI di quasi 70 km che circondano il paese che, sulla carta richiamano i petali di una margherita.

Non dimenticate di mangiare un buon piatto di tagliatelle home made al ristorante “La Pace”, proprio in piazza. Non lasciate questo ristorante senza aver bevuto il caffè speciale preparato con erbe quali la Pimpinella, la Borraggine, l’erba Luigia, con aggiunta di assenzio e stevia.

Dallo stesso ristorante potrete gustarvi una vista panoramica sulla piazza.

Autunno in Romagna: VALLE DEL TRAMAZZO

I 10 borghi da non perdere in Romagna: TREDOZIO E MODIGLIANA

Nella Valle del Tramazzo Tredozio e Modigliana sono i borghi top!

Tredozio è un piccolo borghetto famoso per i palazzi aristocratici rinascimentali alcuni dei quali nascondono scenografici giardini come Palazzo Fantini che fa ufficialmente parte delle dimore storiche italiane. Una facciata esterna quasi anonima che, in realtà, nasconde un incredibile giardino all’italiana.

E’ visitabile su appuntamento tutti i giorni della settimana da Aprile ad Ottobre tramite la mail: info@palazzofantini.net. Ingresso a 10 €.

Fate un giretto in centro fino alla fontana “Le tre doti” di Poggiolini, scoprite i caratteristici viottoli e proseguire per scoprire il VULCANO PIU’ PICCOLO DEL MONDO!

Modigliana è un borgo molto più grande rispetto ad agli altri con diversi e interessanti spot artistici, culturali, naturalistici ed enogastronomici.

Cominciamo con le 4 cose da non perdere:

  • PINACOTECA COMUNALE che rende omaggio a Silvestro Lega, uno dei principali pittori dell’800 esponente del movimento dei macchiaioli, originario appunto, di Modigliana. La Pinacoteca è allestita all’interno del palazzo Pretorio con mostre ed esposizioni curate in collaborazione con l’Accademia degli Incamminati. E’ aperta tutte le domeniche dalle 15 alle 18.
  • Don Giovanni Verità, prete repubblicano, massone e anti clericale fu colui che salvò Garibaldi. Dal 1932 la casa fu dichiarata monumento nazionale e trasformata dal Comune di Modigliana in MUSEO CIVICO. Comprende diverse sezioni: la sezione risorgimentale, la Sala della Resistenza, la sezione archeologica, la sala delle armi e la Sala Pia Tassinari, una delle prime donne della lirica italiana.
  • Cena al ristorante IL TEATRO: un vera e propria esperienza di gusto. La particolarità di questo ristorante è che ha solo 1 tavolo che può accogliere da 2 a 10 persone con una sola prenotazione. E’ il posto ideale per una cena esclusiva. Non solo sarete gli unici ospiti, ma potrete assaggiare ricette tradizionali rivisitate in modo creativo e innovativo. Aperti a pranzo e a cena il percorso sarà di 4 piatti che raccontano l’Appenino e le stagioni abbinate a vini autoctoni ad etichetta “IL teatro”. La location panoramica è da urlo!
  • Dal centro di Modigliana partono 180 km di sentieri in 9 percorsi ad anello ognuno denominato in maniera differente per la storia che racconta. Due di questi mi hanno colpito particolarmente: il sentiero “cantico dei frati”: un sentiero panoramico che raggiunge Santa Reparata e l’anello della resistenza che, nasconde leggende e luoghi di importanti vicende partigiane. Se siete amanti delle camminate questo è il modo giusto per scoprire il territorio a piedi, in bici o perché no, a cavallo !Trovate tutte le info in questo sito!

Autunno in Romagna: VALLE DEL RABBI

I 10 borghi da non perdere in Romagna: PREMILCUORE

Premilcuore, bandiera arancione del Touring Club italiano, è un punto di partenza strategico per chi è appassionato di camminate, trail e trekking.

Dopo aver fatto una passeggiata nel pittoresco borghetto incastonato tra il verde o l’arancio delle foglie, a seconda della stagione, vi consiglio di addentravi nei punti panoramici di rilievo, tra questi principalmente due:

  • la GROTTA URLANTE, inserita nella rivista inglese Financial Time come uno dei posti più selvaggi del mondo, purtroppo non è visitabile al 100% per questioni legate alla sicurezza. Di fronte all’ingresso della cascata è presente un divieto di accesso. Il passaggio non è chiuso, ma occorre fare molta attenzione alla roccia che, purtroppo, tende a franare. La cascata, detta “urlante” per il suono dell’acqua amplificata dalle rocce scenografiche, è immersa nel Parco nazionale delle foreste Casentinesi.  Corona la scenografia il ponte in pietra a schiena d’asino dal quale si può guardare il corso del fiume dall’alto.

Per arrivare qui dovete superare la località di Premilcuore, poche centinaia di metri e si incontra il cartello che segnala l’ingresso nella frazione di Giumella. Parcheggiate nello spiazzo e proseguite a piedi.

  • La CASCATA DELLA SEGA è un altro punto strategico. La cascata della Sega si raggiunge a piedi ed è una delle tante piscine naturali lungo il fiume Rabbi. Le particolarità di questa cascata sono due: il punto perfetto per tuffarsi e la vegetazione che, insieme alle rocce levigate dall’acqua, rende pazzesco questo posto! Per arrivare qui dovete seguire le indicazioni per Ridolla. Accanto all’agriturismo troverete una discesa sulla destra, seguite la strada.

I 10 borghi da non perdere in Romagna: PREDAPPIO

Predappio ha un nome che parla da solo. Celebre per aver dato i natali a Benito Mussolini è un esempio perfetto di architettura razionalista. Insieme a Tresigallo, potrebbe essere parte di un percorso alla scoperta di questo stile architettonico.

Purtroppo per alcuni potrebbe essere una meta “scomoda”, ma in realtà nasconde interessanti punti strategici storici, paesaggistici e culinari.

Non perdete:

  • il centro con il viale che porta alla Chiesa di Sant’Antonio una riproduzione in piccola scala di San Pietro, il Palazzo Varano sede comunale dai colori pastello, l’ex mercato dei viveri una piazza dal caratteristico colonnato e la Casa del Fascio, tra gli edifici più imponenti della città, ma lasciato obiettivamente a se stesso. In realtà a Predappio tutti gli edifici a colpo d’occhio raccontano quella storia, tra cui il cimitero e lo stabilimento dell’aeronautica Caproni con la galleria del vento che, purtroppo non siamo riusciti a vedere.
  • Predappio Alta: cambia completamente faccia. Fu il primo insediamento, quindi il più antico e il borgo vero e proprio che si trova su uno sperone di roccia a 3 km. Qui potrete visitare la cantina antica e il Museo del vino al ristorante “La vecia cantena d’la Pre”, casa del sangiovese di Romagna. Non perdetevi alcuni piatti tipici tra cui la piadina e la panna cotta fatti con il celebre vino rosso.
  • Scoprite i dintorni partendo da sentieri e percorsi tra Fiumana e Rocca delle camminate.

Tornare a Predappio per creare un percorso sul razionalismo è uno dei miei prossimi obiettivi!

Se volete organizzare un weekend di relax e retreat, vi lascio un link per scoprire un luogo che non solo vi farà innamorare, ma sarò un vero e proprio momento di rigenerazione fisica e mentale!

Articolo scritto in collaborazione con il progetto “Autunno nei Borghi di Romagna” dell’Unione di Comuni della Romagna Forlivese in convenzione con il GAL L’Altra Romagna, gestito da Camera Work s.r.l., con il patrocinio di Destinazione Romagna e la collaborazione del Comitato Provinciale Pro Loco UNPLI Forli Cesena e i Borghi Autentici d’Italia.

Un grazie speciale alle mie compagne di viaggio:

Giulia di “Una mamma per Guida”

Sara di “Cappellacci a Merenda”

Roberta di “Different Details”

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