PHNOM PENH: guida alla città

Ecco una piccola guida a una delle più grandi città cambogiane, Phnom Penh.

I miei consigli su cosa fare in due giorni.

Phnom Penh non è una bella città. Non è una di quelle che ti lasciano stupito per la sua bellezza. Lo stupore e l’incredibilità arriva per altro: per una storia crudele e cruenta.

Per immergersi in quello che è stato il tragico passato di questa nazione e se si è curiosi di approfondire tutto questo, occorre necessariamente fare tappa qua, almeno per due giorni.

Questo paese mi ha colpito in maniera che mai mi sarei aspettata e ve lo descrivo anche qui.

Ha toccato il mio cuore, i miei pensieri e credo che un giorno prima o poi ci tornerò.

Sento proprio che qualcosa di me è rimasto là e in qualche modo dovrò tornare a prenderlo.

Qui vedi la gente. La gente che sta ricostruendo, quella che sta lottando per cancellare un abisso, quella che si sta allineando al progresso.

Qui vedi gli effetti delle mine anti-uomo, ma vedi anche i bambini. La nuova speranza, la nuova linfa.

Io sorrido quando penso a loro.

Mentre passeggiavo per il lungofiume ne ho visti due in particolare. Un bambino e una bambina che giocavano con una girandola. Mi sono fermata e li ho guardati ridere, correre, abbracciarsi. In quel momento non c’era null’altro. C’ero solo io, lì con loro, senza pensare a niente. Li ho seguiti con lo sguardo fino a che sono scomparsi in mezzo alla folla, ho abbassato gli occhi e ho sorriso. Tra me e me. Ho sorriso ad un ’immagine semplice, quotidiana, ma di impatto emotivo fortissimo.

Phnom Penh e gli Khmer rossi: i luoghi della memoria

Fortissimo è anche l’impatto con uno dei crimini più atroci della storia dell’umanità. Quello, che si è compiuto in questa terra ad opera del dittatore Pol Pot.

Si percepisce in ogni luogo, in ogni persona che incontri.

Ma, se vuoi immergerti nella storia ci sono due luoghi che non puoi perderti.

Il campo di sterminio Choueng Ek e il Museo Tuol Sleng, chiamato comunemente S21.

Un pugno nello stomaco e nell’anima.

Esci provato, triste, affranto, incredulo, arrabbiato. Non è cosa facile camminare in questi posti.

Io mi sono commossa sebbene avessi letto e visto moltissimo a riguardo, ma non si è mai preparati abbastanza.

Nel carcere S21 vennero imprigionate, torturate e uccise circa 20.000 persone. Ne sono sopravvissute solo 7.

Ho scritto bene… 7.

Dal 1975 al 1979.

Praticamente ieri.

La visita risulta molto interessante, complice anche il fatto di avere a disposizione le audio-guide in italiano. Raccontano fatti e raccolgono testimonianze, la parte più dura da ascoltare.

Il campo di sterminio rimane leggermente fuori città. Isolato. Ve ne renderete conto. Questo voleva l’esercito della morte. Isolare e chiudere la nuova società al mondo esterno.

La soluzione migliore è organizzare la giornata affittando un tuk tuk che vi porti prima al campo poi al carcere. Abbiamo speso all’incirca 17 dollari per quasi tutta la giornata.

I biglietti si fanno direttamente all’ingresso dei siti storici, costano 3 dollari + 3 dollari di audio-guida assolutamente necessaria e consigliata. Per entrambe le visite tenete in considerazione all’incirca 2 ore e mezzo.

Prendetevi il vostro tempo e rispettate questi luoghi del dolore.

Alla fine della visita all’S21 avrete la possibilità di acquistare libri o video che approfondiscono la vicenda proprio dal punto di vista dei sopravvissuti.

Phnom Penh, il Re e il Mekong: passeggiare sul lungofiume

Una delle cose più belle da fare sulla via del tramonto è la passeggiata sul lungofiume. Rimarrete stupiti di quanto fermento vedrete. Potrebbe bastare, fermarsi a sedere su una panchina e tenere in mano la macchina fotografica, vedrete meraviglie. Vedrete le persone, le famiglie, i commercianti, e i pescatori. Vedrete gruppi di signore fare aerobica, ginnastica o attività musicali molto bizzarre. Insomma, vedrete la vita.

Con questa passeggiata arriverete fino al Palazzo Reale e alla Silver Pagoda. Entrambi sono un perfetto esempio dell’architettura khmer e sono visitabili, ma attenzione perché il Palazzo è ancora attualmente abitato dal Re e non è accessibile nella sua interezza.

Phnom Penh e Tiziano Terzani: aperitivo al FCC Foreign Corrispondent’s Club

Proseguendo per il lungofiume ad un certo punto arriverete ad un luogo che io ho amato alla follia, l’ FCC, ovvero il Foreign Corrispondent’s Club. Qui arrivavano i giornalisti, i corrispondenti esteri di guerra. Scrivevano e si confrontavano dentro quello che veniva considerato un “terreno neutrale”.

Tra di loro c’era una delle persone che stimo di più della nostra cultura, Tiziano Terzani.

Dovevo assolutamente salire gli scalini di questo luogo, sedermi, chiudere gli occhi e tornare indietro nel tempo. Immaginare cosa succedeva in quegli anni, quali odori e quali rumori si percepivano.

Quando penso a questo momento di raccoglimento posso solo essere grata di averlo vissuto proprio in questo luogo.

Qui, potrete accomodarvi in uno dei tavoli o al bancone proprio di fronte al fiume. Potrete cenare o anche solo bere un aperitivo in una magica atmosfera dal sapore coloniale.  Tenete presente che il costo è sopra la media, ma ne vale la pena. Ottime le centrifughe!

Phnom Penh e i mercati

Oramai costante della nostra avventura asiatica sono stati i mercati e Phnom Penh ne ha tre che vale la pena vedere: il mercato centrale, l’enorme mercato russo (Russian Market) e il mercato notturno sul lungofiume.

Non posso darvi consigli più o meno utili a riguardo, ma solo uno: lasciatevi trascinare nel dedalo di vie e bancarelle presenti. Troverete a lungo andare sempre le stesse cose, ma la bellezza di questi posti cosi caratteristici, rappresenta per me una calamita. Al mercato notturno potrete anche mangiare nella zona dedicata allo “street food” ascoltando musica di dubbio gusto. Ma è bello così.

 Phnom Penh e la riserva naturale Phnom Tamao

Phnom Tamao è un centro di recupero per animali un po’ particolari. Troverete quelli salvati dai bracconieri o sottratti a proprietari abusivi. Il centro ospita una numerosa popolazione di gibboni e di orsi malesi tenerissimi. Il tutto è un po’ decadente, ma comunque rimane una visita piacevole. Ci tengo a sottolineare che il parco è situato a Sud della capitale e il viaggio in tuk tuk, oltre che essere scomodo a lungo andare e anche relativamente costoso (25 dollari).

Per informazioni pratiche, puoi leggere il mio articolo sulla Cambogia Fai Da Te.

 

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