CAMBOGIA FAI DA TE

Questo piccolo vademecum, non ha la pretesa di essere la verità assoluta su come sia meglio organizzare un viaggio in Cambogia, ma un aiuto a chi come me, dovrà affrontare un viaggio “zaino in spalla” style. Spero di poter darvi qualche consiglio, chiarirvi qualche idea e soprattutto darvi spunti per cercare, informarvi e rendervi curiosi, anche se la vostra partenza non dovesse essere imminente.

La Cambogia, in generale è un paese tranquillo, sebbene abbia passato un periodo terribilmente difficile. E’ tranquillo sia come temperamento dei suoi abitanti, sia anche per la facilità nel potersi organizzare una visita in maniera completamente autonoma e indipendente. Il paese risulta essere relativamente piccolo e volendo con un po’ di tempo a disposizione e molta, molta pazienza si possono coprire tutte le tappe via bus o minivan. Avrete la possibilità di decidere la vostra visita a seconda dei vostri interessi e obiettivi:  è un paese davvero ricco di tante cose, spiagge e isole, cultura e storia, animali e trekking alcuni davvero meritevoli, come quelli nella zona della foresta di Seima.

ITINERARIO

Il periodo scelto è stato il mese di Dicembre, dopo 23 giorni passati in Vietnam, siamo arrivati via terra in Cambogia e abbiamo seguito un itinerario giornaliero così suddiviso:

23/12 Arrivo a Phnom Penh con minibus dopo aver attraversato a piedi la frontiera vietnamita di Ha Tien. ( 6 ore circa)

24-25/12 Phnom Penh: visita alla città, Killing Fields Choeung Ek, Carcere S21, Palazzo Reale, Pagoda d’ Argento, mercato Russo, mercato notturno, centro di recupero della fauna selvatica di Phnom Tamao.

26/12 Partenza e arrivo a Battambang via minivan (5 ore)

27/12 Battambang

28/12 Partenza per Siem Reap via bus ( 5 ore)

29-30-31/12 Siem Reap/Angkor Wat (biglietto di ingresso per 3 giorni)

1/01 Avremmo dovuto partire per Stung Treng, ma il pick up non è passato a prenderci, così siamo rimasti un giorno in più a Siem Rep.

2/01 Partenza e arrivo a Stung Treng ( 5 ore)

3/01 Partenza e arrivo a Kratie ( 3 ore)

4/01 Partenza e arrivo a Phnom Penh per aereoporto e partenza per la Thailandia.

Totale giorni: 13 giorni.

Ci tengo a sottolineare che, per causa di forza maggiore (tifone) abbiamo dovuto modificare i piani di visita che, avrebbero dovuto comprendere una tappa a Sen Monorom e alla Foresta di Seima.

QUALI DOCUMENTI SERVONO PER ENTRARE NEL PAESE

Per entrare in Cambogia occorre il visto. Se arrivate via aerea potrete premunirvi del visto on line, più comodo e veloce all’arrivo. Se, invece arrivate via terra, a volte avere il visto on line potrebbe creare delle resistenze, perché? Perché, per i funzionari alla frontiera, emettere visti significa ricevere “tangenti”. Putroppo, mettetevi via questa cosa, il visto fatto seduta stante vi costerà almeno 8 dollari in più se avete la fototessera (ricordatevela), 10 dollari in più senza fototessera +1  dollaro per una ridicola “visita medica”, come la chiamano loro. Vi faranno entrare in uno stanzino, vi chiederanno il libretto delle vaccinazioni (per cosa poi non si sa) e subito dopo il dollarino. Non prendetevela, non è giusto lo so, ma è cosi. Stessa cosa vale quando uscirete, se uscite dall’aeroporto tutto ok, ma se uscirete dalla Cambogia via terra, vi chiederanno 2 dollari come tassa d’uscita.

Resta il fatto che, il passaggio tra Vietnam e Cambogia via terra non me lo dimenticherò mai: l’idea di passare da una nazione a quell’altra a piedi con zaino e tracolla è stata un’esperienza elettrizzante! Stessi alberi, stesse case sia da una parte che da quell’altra, ma appartenenti a mondi così diversi a portata di piedi.

CLIMA

Diciamo che il nostro arrivo in Cambogia è stata accolto dalla coda di un tifone abbattutosi sulle Filippine. Siamo rimasti assolutamente illesi, ma oltre ad esserci beccati tre giorni di pioggia, abbiamo dovuto cambiare i nostri programmi e puntare subito verso Nord, zona non colpita dal maltempo. In ogni caso Dicembre, Gennaio e Febbraio sono i mesi ideali per organizzarsi, sono quelli leggermente più “freschi”, se freschi può essere la parola giusta. La stagione delle piogge si è appena conclusa e potrete godervi un caldo umano e quantomeno sopportabile, anche se ad Angkor Wat è sempre caldissimo. Cercate di bere molto, coprirvi il capo e non dimenticatevi la crema solare.

COME SPOSTARSI

Per spostarsi tra una città e l’altra il paese dispone di una fitta rete capillare di bus e minivan che vi porteranno ovunque. Lasciate ogni speranza o voi che entrate, però. Abbiate e portate pazienza per i ritardi, per le strade piene di buchi, per le ore che passano inesorabili su opinabili sedili e la vostra schiena non ringrazierà di certo. Anche questo fa parte del gioco e della bellezza del visitare un paese un pochino più scomodi. Prendetela a ridere, tanto se vi arrabbierete non servirà. Tutto è fattibile e poi, volete mettere, vedrete della campagne e dei villaggi bellissimi.

Per la prenotazione delle varie tratte potrete far affidamento o al desk del vostro alloggio, alle mille agenzie disseminate per città e villaggi oppure, ancora meglio, rivolgervi direttamente alle compagnie dei bus, dove qualche euro riuscirete a risparmiarvelo perchè non pagherete le commissioni alle agenzie. Devo dire che, in questo senso, la mia fidata Lonely mi ha decisamente accompagnata: le più affidabili che ho provato e che vi consiglio sono la Mekong Express (Battambang- Siem Reap) e la Sorya (Stung Treng-Kratie-Phnom Penh).

Unico viaggio da dimenticare e che assolutamente non rifarei è quello da Siem Reap a Stung Treng ai confini con il Laos: eravamo in 18 calcati dentro un minivan con valigie comprese, davvero 5 ore al limite dell’umano. Devo dire però che, questo è stato l’unico spostamento davvero critico, per il resto si fa tutto tranquillamente.

Il minivan resta la soluzione più veloce rispetto al bus, ma se ripenso a quella tratta, cento volte meglio affidarsi al bus.

Treno di bambù

Attenzione solo ad una cosa, se pensate di incastrare coincidenze tra viaggi in pulmann e voli, prestate attenzione perché potreste perderli. Ricordate sempre che, se vi dicono che servono cinque ore di tempo, di sicuro ne servono sei o sette. Programmate tutto con i dovuti tempi tra una cosa e l’altra.

Assente totalmente la ferrovia, ma interessante il viaggio in barca lungo il Mekong da Battambang a Siem Reap. Lungo, ma lento e placido, ideale per godervi la pacata quotidianeità dei villaggi sul fiume.

Per spostarsi in città invece la soluzione unica e ottima è l’immancabile Tuk Tuk divertente ed economico, anche se a volte vi troverete bloccati in mezzo al traffico avvolti da gas di scarico ma, con questi mezzi arriverete ovunque. Quando utilizzate i tuk tuk non dimenticate mai di contrattare, più lo farete in maniera simpatica e divertente, più anche loro saranno disposti a farvi sconti. Tenete presente che, anche per visitare Angkor Wat, la soluzione tuk tuk rimane sempre la migliore, in questo caso, a seconda del vostro biglietto, potrete contrattare sempre lo stesso driver per più giorni.

DOVE ALLOGGIARE

Gli alloggi in Cambogia non sono di una qualità straordinaria, se siete disposti a pagare un qualcosina in più per notte, tipo 30/35 euro per notte, allora cominciamo a ragionare. Se stiamo su cifre molto economiche, non aspettatevi grandi cose, grande pulizia e grande confort, ma molto adattamento. Sappiate che le strutture sono spesso vecchie, le stanze senza finestre ( verificate prima della prenotazione), mentre le strutture un pochino più nuove sono le più costose. Tutto sta in quello che rientra nelle vostre corde, quanto state, quanto sopportate. Accertatevi che ci sia acqua calda e rassegntevi al fatto che, anche se sarete nei piani alti, gli insetti ci saranno sempre. Ciò che non mancherà mai, saranno simpatici e inseparabili gechi.

Gli alloggi che noi abbiamo scelto, prenotati tramite booking.it sono i seguenti (metterò il link solo a quelli che secondo me ne valgono davvero la pena)

Phnom Penh: HOTEL NUMBER 9 ( Street 258), si trova accanto al Palazzo Reale, a pochi passi dal lungofiume, da locali e da tutto quello che vi potrebbe servire. Zona ottima per alloggiare. Senza infamia e senza lode, credo sia un’ottima soluzione come base per visitare la città. Dispone di una piccola piscina, di un ristorante (abbastanza buono) e appena uscirete troverete tuk tuk pronti a contrattare qualsiasi posto voi vogliate andare.

Battambang: EMERALD BB BATTAMBANG HOTEL, si trova un pochino decentrato, ma con 10 min di camminata si arriva tranquillamente in centro. Camere grandi e spaziose.

Siem Reap: BAYSTONE RESORT sicuramente la struttura più bella in cui abbiamo alloggiato durante questo viaggio. Unica ad aver contrattato in loco e non on line. Davvero super!!Camera spaziosa, doccia grande quando il bagno di casa nostra, pulita, piscina bellissima e tranquilla che abbiamo sfruttato ogni giorno al rientro delle visite all’Angkor Wat: un soggiorno davvero rigenerante. Assolutamente consigliato! A sole 28 euro a notte, ma ne vale anche 35!

Stung Treng: SAVET1 GUESTHOUSE situato nel centro di questo piccolo paese di frontiera. Camera buia, ma pulita con un lettone comodissimo.

Kratie: OUDOM SAMBATH HOTEL & RESTAURANT vicino al centro della città gode di una terrazza dove si può godere di un vista eccezionale sul Mekong. Per il resto niente di eccezionale.

Phonm Penh: Hotel ZING, molto meglio la struttura utilizzata le prime notti. Quest’ultimo non lo consiglierei, lontano dal centro, vecchio e davvero nulla di che, anche se dalla foto sembrava un hotel galattico.

COSA E DOVE MANGIARE

Rispetto al Vietnam, ho trovato la cucina khmer, meno gustosa e meno varia. Oltre a questo, abbiamo fatto più attenzione al lasciarsi andare al Food Street, c’è meno pulizia, le condizioni igieniche sono spesso carenti, quindi onde evitare problemi abbiamo optato per ristoranti.

Un buon compromesso potrebbero essere i “food court” dei mercati: affollati, ma spesso asfissianti per via del poco spazio e degli odori. Spesso i mercati sono coperti. Comunque anche qui, stessa regola, accingetevi a mangiare nei luoghi più affollati, ciò significa cibo buono e fresco.

I piatti tipici che assaggiato sono i seguenti:

  • Amok: si tratta di pesce bianco delizioso cotto al forno e servito con una salsina speziata al punto giusto, super golosa da mescolare al riso bianco. Molto delicata.
  • Lok lak: deliziosi bocconcini di carne accompagnati da un uovo e riso bianco.
  • Pollo con Zenzero saltato, super goloso!!
  • Immancabili zuppe di noodle e riso saltato.
  • Frutta in quantità
  • Per i più temerari, non è il mio caso, potrete trovare anche bancarelle con insolite delizie: larve, grilli, blatte, tarantole, scorpioni…ora, a me,  al sol pensiero mi vengono i brividi, mangiarmi uno scorpione compreso di chele, infilzato in un bacchetto come se fosse un lecca lecca….anche no. Ho i miei dubbi che lo facciano anche loro.. Non ho mai visto un cambogiano mangiare una cosa di questo genere, mentre non è insolito vederli sgrannocchiare grilli o larve.

Ci sono alcuni locali che mi sento assolutamente di consigliarvi e che credo valga davvero la pena farci un salto:

KHMER GRILL” a Siem Reap. Non è nella zona di Pub Street, ma rimane nella zona di DamNak, al di la del fiume, zona Hard Rock Cafè, semplicissimo da trovare. Verrette avvolti dalla simpatia dei camerieri e dalla bontà del cibo. Ottima anche la carne alla griglia, ovvio non aspettatevi la fiorentina, ma interessante sosta dai soliti sapori. Ottimi i succhi, i curry e i piatti tipici cambogiani. Ottimo rapporto qualità prezzo: i piatti si aggirano tutti sui 3 dollari.

NARY KITCHEN” a Battambang. Piccolo locale in cui poter fare anche interessanti corsi di cucina. Il proprietario è squisito e oltre ad accogliervi a braccia aperte, vi consiglierà le sue specialità. Ottimo Amok.

FCC” A Phnom Penh. Sicuramente di stampo assolutamente occidentale e molto costoso rispetto gli standard, ma questo posto ha un significato storico non indifferente. Il Foreign Correspondent’s Club era il locale in cui Tiziano Terzani e tutti i corrispondenti di guerra esteri alloggiavano e scrivevano. La balconata si affaccia sul Mekong e si respira davvero un’aria coloniale d’altri tempi. Buoni anche i centrifugati di frutta e verdura.

SHOPPING

In Cambogia c’è l’imbarazza della scelta di mercati, mercatini e mercati notturni. Via, quindi alle contrattazioni ( potete scendere almeno del 30/35% dal prezzo iniziale), ma vi accorgerete ben presto che quasi tutti vendono le stesse cose: stoffe, sciarpe di seta, sciarpe khmer, statue di legno e non solo, abiti e pantaloni a misura di turista, borse di tela più o meno piccole, tele dipinte, etc…

COSA METTO IN VALIGIA

Il cosa mettere in valigia è sempre una parte del viaggio che adoro e di cui mi mi piace scrivere, perché credo posso essere davvero utile per chi si accinge a partire. Nella valigia per la Cambogia, non dimenticate:

  • Abiti leggeri: pantaloni lunghi e leggeri, maglie a mezze maniche e canotte. Ricordate che, per la visita ai templi dovrete rispettare un preciso dress code, ginocchia e spalle coperte. Portate con voi abiti in generale di colore chiaro per evitare di attirare le zanzare e soprattutto per evitare di cuocervi al sole. Portatevi cose non costose, ma cose “da battaglia” eventualmente, come li chiamo io “da abbandono”. Vi sporcherete, vi impolvererete, non ha senso fare i fighi in posti del genere. Nel caso, aveste bisogno di lavatrici, la Cambogia, è fornita di lavanderie e con pochi spiccioli ( un dollaro al kg) potrete fare il vostro bucato ogni volta che vorrete. Sarà un servizio fatto anche dal vostro albergo, a volte leggermente più caro, meglio rivolgervi alla lavanderie esterne.
  • Cappello.
  • Sciarpetta leggera per i luoghi con aria condizionata, ma soprattutto vi servirà da mettere davanti alla bocca nelle strade e sui tuk tuk. Polvere e smog vi accompagneranno per l’intero soggiorno.
  • Scarpe chiuse, da ginnastica.
  • Crema solare e repellente per le zanzare.
  • Salviette igienizzanti e fazzoletti di carta
  • Amuchina in gel (troverete bagni di dubbio gusto, a volte meglio farla all’aria aperta, ve lo assicuro).
  • Medicine (non partite senza! Si recuperano anche in loco, ma meglio avere la vostra scorta da casa).
  • Pazienza, tanta pazienza!

INFORMATEVI PRIMA DI PARTIRE

Ecco, credo che prima di un viaggio in Cambogia, sia assolutamente doverosa l’informazione e l’approfondimento di una storia pazzescamente crudele e incredibile. Leggere e guardare film su questo spaccato storico, vi aiuterà ad avvicinarvi al paese, apprezzarlo e a capire certe cose dell’attuale presente.

Ma soprattutto servirà a non dimenticare.

C’ èuna filmografia e una bibliografia vastissima a riguardo che, credo nella cultura di ciscuno di noi non dovrebbe mancare e che, purtroppo non viene insegnata a scuola e questo mi fa arrabbiare tantissimo.

Un film su tutti è quello prodotto e girato da Angelina Jolie: “Per primo hanno ucciso mio padre” tratto dal libro “Il lungo nastro rosso”. Un film delicato e crudo, con una fotografia straordinaria. Anche il documentario “S21 La macchina di morte degli Khmer rossi” e “Urla del silenzio” meritano di essere visti.

Per quello che riguarda i libri, basta fare una ricerca on line e verrete sommersi da titoli molto interessanti come:

“ Fantasmi, Dispacci dalla Cambogia” Terzani

“Cattedrali di Cenere” Marco Del Corona

“Ho creduto nei Khmer rossi” Hoeung

“Il sorriso di Pol Pot” Idling

e questi sono solo alcuni. Ne troverete davvero tantissimi.

Ora non vi resta che fare la valigia e partire per questo paese semplice, ma così ricco che vi si insinuerà dentro come un tarlo e non vi abbandonerà mai più e se leggete qua scoprirete perchè.

Del resto stiamo parlando dell’Asia, è così: semplice, confusionaria, ma incredibilmente bella e suggestiva.

 

4 pensieri su “CAMBOGIA FAI DA TE

  1. Che ricordi…mi hai riportato ai tempi cambogiani (ho vissuto un anno e mezzo a Phnom Penh), grazie!
    Concordo con tutte le indicazioni che hai dato e aggiungo un paio di cose:
    – meglio evitare gli spostamenti di notte in bus e minivan. Purtroppo guidano come pazzi e sono numerosi gli incidenti. Viaggiare di giorno attenua questo rischio. La compagnia più affidabile per me è Giant Ibis: non coprono tutte le tratte, ma se disponibile, meglio scegliere questa. E’ più confortevole, si fermano in stazioni di servizio un po’ più pulite e soprattutto devono rispettare i limiti di velocità.
    -sul tuk tuk e sugli scooter fare attenzione alle borse: credo abbiano messo delle reti di protezione ora sui tuk tuk, ma il rischio scippi, soprattutto sugli scooter, c’è. Meglio tenere la borsa all’interno, anche quando camminate per strada.
    -A Phnom Penh, adoravo andare al ristorante Friends (è un’impresa sociale che dà lavoro a giovani che vivevano in strada) e anche da Daughters of Cambodia (un piccolo negozio-bar che dà lavoro a donne precedentemente sfruttate sessualmente). Ci sono diversi ristoranti/negozi simili dove si possono trovare dei souvenir molto belli.

    Un’ultima cosa: mai dare soldi ai bambini che vedete sul Riverside a Phnom Penh o in altre zone delle città. So che l’intenzione è positiva, ma purtroppo i soldi finiscono in mano a chi li sfrutta e non si fa altro che alimentare questo business. Meglio rivolgersi a Friends International o Pour un Sourire D’Enfant, due delle organizzazioni più serie. Molte persone vanno in Cambogia anche per fare volontariato, attenzione anche qui..Il fenomeno del volonturismo è tristemente noto in questo paese (il documentario The Volountourist fa vedere l’altro lato di questo tipo di attività).
    Grazie <3

    1. Grazie mille Mary delle tue parole e dei tuoi preziosissimi consigli!!
      Pensa che l’esperienza dell’orfanotrofio mi piacerebbe moltissimo farla, ma concordo con te. Hai consigli in merito? Grazie davvero del tuo tempo!

      1. Figurati,è un piacere condividere con altri viaggiatori! Sugli orfanotrofi: qualche anno fa, Unicef ha condotto delle ispezioni e ha scoperto che il 70% dei bambini negli orfanotrofi in Cambogia ha almeno un genitore vivente che potrebbe prendersi cura di loro. Sconsiglio quindi un’esperienza in una struttura del genere, in questo paese. Per essere volontari responsabili, meglio affidarsi alle organizzazioni che citavo nel commento precedente (Friends International e Pour un Sourire d’enfant)
        Questi due link di approfondimento su questo tema: https://www.aibi.it/ita/cambogia-troppi-orfanotrofi-al-via-due-campagne-tenere-le-famiglie-insieme-e-non-creare-piu-orfani/
        https://www.unicef.org/cambodia/12681_23295.html

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