Huè: la città degli imperatori

Dopo aver passato alcuni giorni nel freddo Nord e rientrati ad Hanoi con il mio mezzo di trasporto preferito, il treno notturno, è finalmente ora di passare alla parte centrale di questo paese, tramite un volo interno, alla ricerca di temperature più miti.

Ci spostiamo a Huè, vecchia capitale imperiale, distrutta quasi completamente dalla guerra.

Proprio per questo di primo acchito la città risulta essere “nuova” con strutture meno antiche rispetto ad altre città. Mi accorgo quasi subito che, anche qui, purtroppo come Sapa, è pieno di cantieri ovunque, come poi a quanto pare tutto il Vietnam. Qui costruiscono ovunque ad ogni ora del giorno e della notte. Cantieri di super locali o super resort pronti a contenere frotte di turisti che, sembrano essere sovvenzionati da imprenditori cinesi.

Sarà forse per questo, non lo so, Huè non mi ha lasciato chissà quali emozioni o quali sensazioni, non mi ha semplicemente entusiasmato. Sono contenta di esserci passata, ma mi ha lasciata abbastanza indifferente anche se, comprendo l’importanza nell’averla visitata.

E’ tranquillamente visitabile a piedi ed è divisa in due dal suo fiume, chiamato poeticamente “Fiume dei Profumi”. Da una parte la modernità, locali, discoteche, pub, hotel extra lusso, dall’altro quello che rimane dei vecchi fasti della città imperiale.

Città Imperiale

Anche se molto più piccola e spartana della città proibita di Pechino, anche questa vanta una storia di diverse dinastie di opulenti imperatori. Purtroppo la guerra l’ha spazzata via.

Quasi totalmente bombardata, quello che si può vedere oggi, pagando un caro biglietto di ingresso (circa 5 euro, ma per gli standard generali molto caro) sono i resti e i profondi restauri che sono partiti dal 1990 previsti da un ingente piano di riqualificazione e recupero.

La visita vi impiegherà più o meno una mezza giornata e preparatevi a folle di turisti e soprattutto ad una visita alquanto disordinata, quasi caotica. Il sito non prevede un percorso consigliato, quindi quello che farete una volta entrati è sicuramente dirigervi verso il centro, ovvero verso il cuore del recinto imperiale, per poi vagare cercando di capire da quale parte andare. La parte che mi è rimasta più impressa è quella che, stando con le spalle all’ingresso, rimane alla vostra sinistra. E’ chiamato il complesso di To Mieu.

Complesso di To Mieu

Il legno caldo, il metallo, gli intarsi e i colori nella pietra, il colore purpureo delle porte e delle colonne, il dorato delle nappe, il verde che si inerpica sulla pietra grigia e il fumo di incensi che costantemente bruciano vi porteranno indietro nel tempo.

A parte questo sito storico dichiarato Patrimonio dell’Unesco, Huè non ha molto altro da offrire se non una vivace vita serale che, comprende un mercato notturno onnipresente in ogni città asiatica e rigorosamente da visitare.

Per questo la mattina seguente partiamo alle 8.30 alla volta di quella che sarà una delle più belle città visitate nel Vietnam HOI AN, la città delle lanterne e che vi racconterò nel prossimo post! Stay Tuned!

 

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