Hanoi: Appunti di Viaggio

Hanoi prima città del Vietnam.

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Città del Nord, sorella diversa dell’altra più grande al Sud, Saigon.

L’impatto è bello, ma non so se sia facile sentirsi a proprio agio di primo acchito in una città asiatica come questa. Forse, lo è per chi ha già masticato un po’ di Asia e, quindi, sa a cosa va incontro. Si, forse, per me è stato così, ma ammetto che, per chi non conosce, il tutto potrebbe essere un po’ traumatico.

In ogni caso, se è vero che il Vietnam ti entra dentro, allora cominciamo proprio bene.

È sgarrupata Hanoi, non è patinata, anzi tutt’altro, ma andando oltre a quest’aspetto un po’ fatiscente, si capisce che oltre alla tradizione, è una città sempre più aperta al futuro e all’altro, soprattutto allo straniero. Te ne accorgi in tante situazioni, ma soprattutto quando i giovani e i bambini si avvicinano timidamente a te e ti chiedono di parlare inglese per migliorarlo, perché, solo così, si potranno preparare al meglio per il loro futuro che, di riflesso è quello della loro famiglia e del loro paese.

Magari lo facessero anche i nostri di bambini, a 8 anni qui parlano un inglese fluente.

C’è rispetto, rispetto famigliare, rispetto verso sé stessi e verso gli altri. C’ è profondo rispetto per lo studio che, si esibisce in abiti tradizionali mentre si scattano foto in occasione del loro “Graduation Day”. Fieri, tronfi del successo raggiunto. Tu li fotografi e loro ti guardano timidi, ma si vede che sono fieri di come sono vestiti, perché questo abito rappresenta qualcosa di importante per loro. Forse, non tutti sanno che la popolazione vietnamita è al 96% alfabetizzata.

Parlando con loro, sono rimasta colpita da una bambina di 10 anni che mi ha raccontato di voler andare presto a studiare in Giappone per diventare un bravo medico, i suoi occhi brillavano, come brilla la gioventù che è in questa città. Sono ricchi nell’animo e non solo. La guerra è stata una parte importante della storia di questo paese, alcuni non hanno più i nonni, altri nemmeno più i genitori, ma la guerra è storia lontana.

Loro vogliono ricordare si, ma andare avanti. Loro ci sono, gli anziani, con quegli occhi taglienti, i capelli bianchi che si confondono con un viso più segnato facendo mosse di tai-chi. Loro ci sono, le donne, instancabili lavoratrici, potenti, in un abito tradizionale colorato che svolazza dietro un sorriso o in una borsa all’ultima volta.

Mi rendo conto di essere in Asia, anche da un’altra caratteristica tipica: lo slalom che devi fare mentre cammini in città. Slalom tra i motorini parcheggiati che riempiono i marciapiedi, slalom tra i motorini che sfrecciano per la strada, con una, due, tre, quattro, cinque persone sopra e inverosimilmente carichi di qualsiasi cosa…dalle galline, ai pali, ai vetri, alle uova, etc..

Ma loro ridono, si divertono, quando tu ridi incredulo. Si è costretti ad un sali e scendi che sembra una danza e si è costretti ad attraversare la strada facendosi il segno della croce. Poco c’è da pensare o da fare, funziona così: si scende in strada e si comincia a camminare attraversando, lenti, ma non troppo, assolutamente costanti. MAI fermarsi o tornare indietro, mai fare mosse improvvisate, loro non potrebbero prevederle. Fate come vi dico, credetemi, la strada che prima sembrava un immenso viaggiare di ferraglia, magicamente si apre a voi e si fa il largo. Fidatevi di loro, si può!

Sfidando la sorte

Hanoi è un costante concerto di clacson, mentre bevi un caffè o un tè seduto in mini sgabelli a misura di bambino. Sono i mestieri che trovi nei vicoli delle 36 corporazioni, accovacciati in una loro tipica postura, con le schiene piegate, le teste basse. Sbattono, tessono, tagliano, sistemano, costantemente lavorano. Sono cantieri a cielo aperto, come del resto le cucine. Niente ristoranti, ma solo street food, di quello vero, quello hardcore!

Hanoi è i suoi bambini, i suoi ragazzi, i suoi adulti e i suoi anziani, quelli che ti guardano e si illuminano in sorrisi che ti aprono dentro. Sono accoglienti, disponibili, ti abbracciano con gli occhi.

E’ un groviglio indipanabile di fili elettrici, che ancora mi chiedo come sia possibile. Sono gabbiette di legno fuori dalla porta con uccellini pucciosi pucciosi per inneggiare alla buona sorte e alla fortuna.

Sono le donne, le donne del Vietnam con i loro bilancieri sulle spalle, i loro computer, i loro cappelli a cono, i loro tacchi. Tradizione e modernità.

E’ una tazza di nero caffè.

E’ una tazza di verde thè.

E’ una ciotola di bianco riso.

E’ una tazza di dorata zuppa.

Insomma, credo proprio che alla fine sia vero, Il Vietnam spacca!

COSA VEDERE

La visita ad Hanoi l’abbiamo fatta in due giorni e abbiamo pensato di dedicare un giorno alle due diverse parti della città: la prima quella del quartiere vecchio e del lago con il ponte rosso, la seconda al complesso dedicato ad Ho Chi Min e alla zona del Dong Da District. Chiaro è che, a seconda del tempo che avete a disposizione potrete organizzare la vostra visita come meglio credete.

La zona intorno al lago Hoan Kiem è di lunga la mia preferita e non solo perché è una delle poche zone pedonali nel fine settimana, ma soprattutto perché è possibile avere uno spaccato sociale perfetto della città. Credo sia possibile passare una mezza giornata, se non un giorno intero, seduti su una panchina a guardarsi intorno: karaoke, lezioni improvvisate di danza, giochi di strada, shooting fotografici, famiglie, shopping, bolle di sapone e un semplice gelato ti fanno guardare e sorridere di quanta bellezza c’è racchiusa intorno a te. È qui che potresti passare ore a parlare inglese con i ragazzi, è qui che potresti finire la macchina fotografica a forza di scattare, è qui che la tartaruga, come narra la sua leggenda, scomparve con la spada.

Torre della tartaruga

Sia il quartiere vecchio che quello francese possono e devono essere visitati a piedi, la bellezza sta proprio in questo perdersi nel dedalo di viuzze che contraddistingue le zone di questa città. Sono qui le 36 corporazioni. Da non perdere:

  • il ponte rosso che collega la terra ferma ad uno dei templi più famosi della città (Ngoc Son-1 euro per ingresso)

  • la cattedrale di San Giuseppe
  • il mercato di Dong Xuan, dove potrete trovare ogni genere di mercanzia
  • il museo dedicato alle donne vietnamite. Un museo dedicato alle donne!!!

  • il Teatro dell’Opera , una versione più piccola di quello originario francese
  • Templi sparsi in qua e in là che sicuramente incontrerete durante il vostro percorso.
  • Sorseggiare un tè verde all’Hanoi House.

La seconda zona, rappresenta la zona di pellegrinaggio vietnamita per eccellenza, qui giacciono le spoglie del loro salvatore, di colui che ha lottato per la tanto agognata indipendenza: lo zio Ho. Dal nostro albergo, situato nell’Old Quarter prendiamo un taxi, che per all’incirca due euro ci porta all’ingresso dell’Ho Chi Minh Complex, di stampo quasi sovietico. Ma purtroppo il mausoleo è chiuso e non ci resta che visitare il resto del complesso.

Visitiamo tutto in maniera molto veloce e approssimativa perché non si può fare diversamente: il sito è stracolmo di chiassosi turisti vietnamiti indomabili. Avete presente una decina di pullman di nostri anziani in pellegrinaggio da Padre Pio, tutti insieme? Ecco, avete capito il mood.

Dopo essere fuggiti da questa pazzia, ci dirigiamo al vicino Museo della Storia Militare (ingresso 1 euro)  e al Tempio della Letteratura dedicato a Confucio. Torniamo poi verso la zona del lago per il tramonto e per scattare qualche altra fotografia alle persone.

COME SPOSTARSI

In città è assolutamente possibile spostarsi a piedi, a mio avviso è un’ottima soluzione. Mettetevi le scarpe da ginnastica, mettersi le ciabatte significa arrivare a sera con i piedi neri!! Non credo sia un’ottima soluzione noleggiare sia scooter che biciclette, fatelo nelle città più tranquille.  Nel caso, potete spostarvi anche con i taxi, soluzione economica ed ottimale. Hanoi dispone anche di una rete di tram, ma a questo riguardo so ben poco.

DOVE DORMIRE

Hanoi ha soluzioni per tutti i gusti, ma tendenzialmente le strutture non sono nuovissime. Le stelle che decantano spesso non rappresentano la realtà, a volte sono vere stelle cadenti. Noi abbiamo scelto il Crystal Hotel (prenotato tramite Booking.com) nel cuore del quartiere vecchio, ma considerate che ci sono davvero scelte per tutte le tasche, dai boutique hotel agli ostelli in vero stile backpackers. C’è solo uno svantaggio nel dormire nella zona vecchia: il rumore. Da questo punto di vista, il vicino quartiere francese risulta essere più tranquillo.

COSA MANGIARE

Il Vietnam ha una cucina spettacolare, varia, saporita, vivace che unisce il salato al dolce, il morbido al croccante in un tripudio equilibrato di gusti che ogni volta ti stupiscono e ti regalano emozioni. Sanno cucinare bene verdure, carne e qualsiasi cosa abbia vita in terra…anche gli insetti, anche i cani. Vi starete chiedendo se io l’ho mangiato, la risposta è no, ma forse solo perché non l’ho trovato. Sono onesta preferisco assaggiare il cane che le larve e gli scorpioni!

Hanoi è la patria del cibo di strada e noi non ci siamo fatti mancare questa occasione. Per strada abbiamo mangiato più di una volta, ma non tanto per dire, no no,  proprio in mezzo alla strada. In mezzo al fumo di una piccola griglia, seduti su sgabelli minuscoli, di fianco a motorini sfreccianti in mezzo ai vietnamiti e non in mezzo agli europei. Va bene così, è una delle esperienze gastronomiche più belle della mia vita.

Non farlo, sarebbe perdersi qualcosa oltre che, di divertente, anche di buono, Le zuppe con i noodle, la classica Pho Bo, è deliziosa, anche a colazione!Per non parlare dei Nem…involtini primavera in tutte le salse! Consiglio: per scegliere il posto in cui mangiare vige solo una regola, se è pieno di abitanti locali allora è il posto giusto. Tutto il mondo è paese, alla gente piace mangiare bene, dal che si tratti di un ristorante stellato alla semplice baracchina allestita per strada. Mai dimenticarlo!

Stay Tuned! The trip to be continued in Halong Bay!

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