Il mio grosso grasso itinerario greco: Le Meteore

Da Salonicco (vedi precedente post) noleggiamo la macchina e ci dirigiamo verso il paese che ha il nome che potrebbe essere utilizzato come una formula magica: Kalambaka. Questa sarà la nostra base per visitare uno dei luoghi più mistici che io abbia mai visto: le meteore greche, una bomba emotiva scenografica e suggestiva, quasi come quella che ebbi a Bagan, in Myanmar, anche se tutto di smalto e sapore differente.

Le meteore

Alloggiamo a Kastraki, appena sopra kalambaka, più tranquillo e proprio sotto le gigantesche formazioni rocciose. L’impatto visivo con questi pinnacoli è stato fortissimo, un vero spettacolo della natura, incredibile! Diventa chiaro a prima vista, il perché i primi monaci che si insediarono qui, lo scelsero come luogo eletto alla preghiera e alla meditazione: isolati lo sono, silenziosi lo sono, vanitosi pure, suggestivi di più.

Le meteore profumano di incenso, hanno la luce delle candele che vengono accese appena fuori le chiese.

Sono colorate di colori caldi e purpurei,  mescolati all’oro e al barocco dei lampadari che tanto ricordano le influenze balcaniche e arabe.

Sono gatti che spuntano fuori all’improvviso e non ti mollano più, sono orde di turisti orientali che si accalcano tra loro, sono tramonti indimenticabili.

Sono l’immensità e il vuoto, sono dei giganti. Sono  la tranquillità, il profondo rispetto alla preghiera, sono il mettere da parte la fretta e un inno al lasciarsi avvolgere da questo misticismo.

Il percorso per visitare i sei monasteri è un percorso ad anello lungo circa 15 km, fattibile in una giornata di macchina o eventualmente in due, se si sceglie l’opzione “camminata”: tre al giorno. Noi siamo riuscite a visitare 5 monasteri nel seguente ordine: il primo giorno (arrivo nel pomeriggio)visita a AGIOS STEFANOS, gestito da monache ( in totale sono 2 monasteri su 6 ad essere femminili). All’interno è possibile visitare il chiostro, la chiesa ( NON fotografabile come tutte quelle che incontrerete) ed è inoltre possibile acquistare oggetti home made dalle religiose, tra cui creme per le mani o unguenti miracolosi. Dopo questa visita, ci siamo perse a scattare decine e decine di foto sui “belvedere” sparsi lungo tutto il percorso, da cui si può godere di una vista strepitosa, senza contare la bellezza del colore rosa dato dal tramonto. Chi è appassionato di fotografia si prepari ad impazzire e a riempire sd card come se non ci fosse un domani!

Il giorno dopo, di prima mattina, ci fermiamo al AGIOS NIKOLAOS, il più piccolo, il più raccolto, il più tranquillo, il più suggestivo. E’ quello più vicino al villaggio di Kastraki e quello che, tra tutti, profuma di più di incenso. Mi è piaciuto moltissimo, è in assoluto il mio preferito per tutti i motivi scritti sopra. E’ possibile visitare anche la ricostruzione di una cella tipica abitata dai monaci.

Dopo questo, passiamo al ROSSANOU (il secondo femminile) super affollato, una vera lotta alla ressa data dai pullman pieni di coreani, ma con una chiesa stupenda. Una volta visitato, scendete, attraversate il ponte di legno di ingresso e tenete la vostra destra. Salite i gradini che avete di fronte, vi accoglierà una placida camminata in mezzo ai boschi. Visto il periodo autunnale, ho potuto ammirare un foliage dai colori in tutte le sfumature del rosso, arancio e giallo. Da qui, salirete fino ad uno dei punti panoramici sulla strada principale, dove potrete fotografare il Rossanou nel suo roccioso splendore.  Una volta ridiscesi di sotto, lascerei la macchina qui parcheggiata e proseguirei a piedi per la visita dei due monasteri più grandi, a mio avviso quelli meno autentici e più strumentalizzati dal massiccio turismo: VARLAAM ( che sembra il nome di un supereroe) e GRAN METEORA. In caso che, la passeggiata non faccia per voi, basta prendere la macchina e parcheggiare appena sotto ogni monastero.

Per organizzare al meglio la vostra visita, vi lascio alcuni consigli che, spero possano rivelarsi utili:

1.Controllare per pianificare le visite, i giorni di chiusura di ciascun monastero: ogni giorno della settimana ne è chiuso uno, e ognuno ha propri orari. Gli ingressi costano circa 3 euro, ma nel tempo il prezzo potrebbe subire modifiche, vi invito sempre a verificare.

2.Siate mattinieri. Partite presto, cercando di evitare le ore centrali, ovvero quelle dalle 10.30 alle 15.30. Ci sono orde di tour bus che rendono la visita un tantino confusionaria. Non ci sono spazi enormi, quindi il tutto potrebbe essere molto caotico, non della giusta atmosfera. All’ora del tramonto, i tour sono spariti e non resta che appollaiarsi su una roccia e farsi ammaliare dallo spettacolo che la natura offre tra queste rocce.

3. Consiglio di portarvi il pranzo al sacco e una bottiglietta di acqua. Non ci sono ristori se non, qualche food truck nei parcheggi del Varlaam e della Gran Meteora, questa la dice lunga….. Potete sedervi su un muretto e mangiarvi il vostro panino o quello che è, in tutta tranquillità di fronte ad un panorama mozzafiato.

4.I monasteri si possono raggiungere in macchina, ma visitarli camminando è un’ottima soluzione. A mio avviso la camminata rende il tutto un pochino più riflessivo, come una sorta di cammino verso Santiago….più o meno…Nel caso vi possa interessare, è possibile noleggiare scooter, mini van o biciclette (aiuto….), tutto ciò è possibile farlo da Kalambaka che, dispone di agenzie, disposte ad organizzarvi tour o anche, nel caso siate appassionati, escursioni per trekking o arrampicate su roccia.

5.Serve un abbigliamento comodo e consono: pantaloni per gli uomini, gonna lunga fin sotto al ginocchio per la donna. Nel caso, voi girls, indossaste pantaloni nessun problema, dopo aver pagato il biglietto vi faranno indossare dei parei a disposizione dei visitatori.

6.Potete pernottare nella città di Kalambaka o appena sopra a Kastraki. Noi eravamo qui, alla ZOZAS ROOMS, posto fantastico, pulito, silenzioso, accogliente, con una vista strepitosa! Stra consigliato!

7.Per il cibo stesso discorso, i due paesi sono costellati di taverne e ristoranti tipici che non vi deluderanno. Un consiglio: a Kalambaka nella piazzetta principale, davanti alla fontana c’è un bar che si chiama IBRIK CAFE’ (sedie bordeaux e tavolini in legno), servono ottimi cappuccini e caffè, assolutamente da provare!!!

Dopo aver passato un giorno e mezzo in mezzo a questo paesaggio quasi surreale, davvero quasi uscito da un film di fantascienza, torniamo verso Salonicco. Facciamo una capatina nella Penisola Calcidica, quella che sembra una manina scheletrica, che risulta essere completamente deserta perché assolutamente fuori stagione. Facciamo tappa nella penisola di Sinthonia, quella centrale,dove dicono esserci le spiagge più belle. Io non so come siano le altre, ma quella che abbiamo visto noi, era davvero paradisiaca, un mare blu, il classico blu mediterraneo, che accarezzato dalla brezza autunnale diffondeva quella malinconia caratteristica di fine estate.

Abbiamo scattato le ultime foto e familiarizzato con diversi gatti…come del resto per tutta la vacanza, la Grecia è piena di gatti!!

Siamo tornate a Salonicco, abbiamo riconsegnato l’auto e siamo ripartite alla volta dell’Italia con l’immagine qui sotto nel cuore.

 

2 pensieri su “Il mio grosso grasso itinerario greco: Le Meteore

  1. Questo articolo cade proprio a fagiolo, tra una decina di giorni visiterò Meteora e i suoi bellissimi monasteri 🙂 avrò due giorni pieni, se il tempo lo permette mi piacerebbe raggiungerli a piedi. Devono essere dei luoghi surreali, sospesi nel tempo.

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