Barcellona: viaggio a sorpresa nella città di Gaudì

Barcellona è stata la conclusione di un compleanno lungo un mese, la conclusione di un compleanno importante, quello in cui dovresti sentirti adulto. Più o meno. E’ stato un viaggio a sorpresa fatto dal mio compagno di avventure e di vita. Io, Barcellona e un gruppo di 15 persone matte da legare.

Il Gruppo vacanze, io ero dietro la macchina fotografica!

Ma….Barcellona con una o due L? Questo è il dilemma. Io, ho deciso che nel mio articolo la citerò all’italiana, non per patriottismo, ma perché così mi sembra più completa, le due L me la rendono più’ tonda e meno spigolosa, un po’come preferiva disegnare le linee Gaudì.

Barcellona per me non è Spagna, o almeno io non ne ho sentito l’essenza, forse questo, è dovuto un po’al mio recente viaggio in Andalusia, dove tutto risulta essere più tradizionale e folkloristico.

Barcellona è una grande città. In realtà nemmeno troppo.

E’ sporca e puzza, ma è trendy, non tanto nei look, quanto nei locali della tanto famosa movida notturna e non solo.

E’ Cerveza e limone, vino rosso, frutta e cannella.

Non ci sono quasi più spagnoli, è una città dalla forte immigrazione…generale si intende…gli italiani abbondano, forse sono anche troppi.

Barcellona è fatta di linee tondeggianti, mosaici e colori pastello scritti dal suo emblema architetto, autore di capolavori inseriti nella lista dei Patrimoni dell’Umanità, Gaudi.

Allo stesso tempo è decadente e in generale scarabocchiata.

Porte colorate da graffiti e scarabocchi

E’ quella chiesa, da poco consacrata, che ricorda i ‘pirullini‘ che da bambini si facevano sulla battigia con sabbia e acqua, di cui andavo molto fiera, ma che facevo e che poi subito distruggevo. Il mare e’ anche qui, con la spiaggia de la Barceloneta, che ha atmosfere che a me, ricordano le serie ambientate nella costa di Santa Monica o Venice beach.

Barcellona è l’ appartamento spagnolo di un tipico Erasmus e di un famoso film.

E’ la folle corsa all’indipendenza dalla Spagna, dichiarata il 27 Ottobre, mentre mi accingevo ad entrare alla mostra di Warhol, si lui Andy, quello delle latte di pomodoro. Un momento storico che ho sancito a suon di pop art.

Mostra di Andy Warhol al Caixaforum

Non so ancora se questa città mi piace del tutto oppure no, non mi ha conquistata il cuore, sebbene fosse la mia seconda volta in questa capitale. E’ una città a cui, forse, ti affezioni se la vivi, se la senti, forse serve tempo ed esperienze.

C’è chi se ne innamora in un baleno, altri no. Io sono nel secondo gruppo. Ci sono angoli che mi piacciono e angoli proprio no, ma comunque sono dell’idea che tutto si deve vedere per capire e una visita in questa parte della Spagna va assolutamente fatta.

Torri della Sagrada Familia

Non posso stilare un vero e proprio percorso perché il modo con cui l’ho affrontata e vissuta è stato un po’ particolare: 15 persone non sono facili da gestire e la volontà è stata quella di passare questi giorni insieme in maniera goliardica e spensierata. Così è stato e mai ci sono stati momenti di tensione, chiaro è che i tempi si vanno ad allungare. Per questo non mi sento di stilare un vero e proprio itinerario, perché  non ho organizzato una tabella di marcia della tipica visita che io farei di una città’ come questa, ma vi darò un sacco di input per cercarne altri di conseguenza. Nonostante ciò, è stato un weekend pieno: pieno di cultura, di cibo, di teatro, di camminate, di salite, ma soprattutto di tante tante risate, quelle in cui ti fa male la pancia e dove ti scendono le lacrime, quelle in cui ti accorgi che ridere così ti fa stare proprio bene, quasi come quando mangi la cioccolata.

Barcellona e i pittori

Barcellona è una città d’arte, piena di musei e piena di possibilità per vedere mostre ed esibizioni temporanee, per questo prima di partire, se fossi in voi, darei un’occhiata ai vari programmi presenti sia nei vari musei, ma anche al Caixa Forum, il quale ha un fitto calendario molto interessante di mostre temporanee, tra cui una a Marzo sulla Disney. Mi sono concentrata sulla visita del Museo di Picasso e sulla mostra di Andy Warhol ( ingresso 4 euro) presente, appunto, al Caixa dove sono esposti alcuni pezzi assolutamente imperdibili come le celebri latte di pomodoro e alcune tra le più famose serigrafie di Marilyn.

Serigrafie Monroe

Il museo di Picasso è molto interessante: sviluppato su 5 diversi palazzi scelti dall’artista ancora in vita, proprio per la creazione del suo museo (e la diversità può essere visibile al suo interno data dai differenti stili architettonici), permette di ripercorrere la storia dell’artista, dagli albori fino ad alcune serie di quadri molto conosciuti, come quelli del periodo blu, i piccioni e gli sviluppi e lo studio della serie ‘Las Meninas’. Una curiosità, il giovedì dalle 18 alle 21,30 e la prima domenica del mese l’ ingresso al museo è gratuito, ma consiglio comunque la prenotazione on line. E’ possibile noleggiare a 5 euro in più l’audioguida che vi accompagnerà lungo la visita. Altra tappa imperdibile è la Fondazione Miro’, che però, per motivi di sciopero era chiusa, ma credo che valga assolutamente la pena farle visita, come credo lo stesso, con un pochino più’ di tempo a disposizione, lo sia dedicare una giornata al museo di Salvador Dalì a 140 km dalla città.

Una curiosità per avere un assaggio dello stile di Mirò, attenzione a quando camminate sulla Rambla, potrete pestare senza accorgervene, come del resto abbiamo fatto noi, uno dei mosaici simbolo dell’artista in città.

Mosaico di Mirò nella Rambla

Barcellona e Gaudì

Antonio Gaudì per me, è l’essenza della poesia in architettura, un fantasista delle linee, un precursore di nulla, ma solo del suo unico esuberante stile inimitabile, dai toni estremamente modernisti. Gaudì era un genio e un’artista che ha lasciato un importante segno in città, segno visibile nelle sue opere più importanti come Casa Batllo, casa Pedrera, Parc Guell, e l’incompiuta Sagrada Familia, opera di maestosa bellezza che vedrà il suo compimento solo nel futuro 2026. Visitare queste opere significa immergersi nel mondo di Gaudì, e cioè, entrare dentro una scatola di pastelli a cera e saltellare tra uno e l’altro come sui tasti di un pianoforte che suona armonie di linee, colori e luci. Entrare nelle opere di Gaudì è sentire equilibrio nei suoni, è sentirsi bene stando avvolti da un calore dettato da linee mai spigolose e arroganti, ma morbide e gentili. E’ utilizzo sapiente e calibrato di materiali come legno, ceramica e forme che ti fanno sorridere.

Il drago di casa Batllo

Avete presente quando vi trovate in quelle tematizzazioni da fiaba tipiche di Disneyland? Ecco, mi sono sentita proprio così, come nel paese dei balocchi, come dentro ad una storia abitata da personaggi e presenze fantastiche. Non voglio svelarvi nulla dei tesori che si celano in questi scrigni di fantasia dettati da meticoloso studio, lo farete da voi, dopo aver pagato ingressi alquanto costosi: dai 18 ai 25 euro, tranne il Parc Guell che ha un biglietto più economico di 8 euro. Vi consiglio di prenotare on line tutte le visite, compresa quella del parco zona area monumentale, per evitare di non riuscire ad entrare e saltare le inevitabili code. Inoltre la prenotazione on line prevede un piccolo sconto, sempre gradito.

Colori marini in casa Batllo

Se riuscite, a parte il parco che non ha problemi di spazio, cercate di prenotare gli ingressi nei primi orari mattutini: dalle 11 in poi la folla comincia ad essere insopportabile, soprattutto quando si visitano spazi piccoli.

Per quanto riguarda la Sagrada Familia il momento migliore per visitarla è verso le 16, quando la luce del tramonto regala spettacoli di luci e sfumature veramente suggestive. Questa volta, non sono entrata dentro la chiesa, già ero entrata durante la mia prima visita, ma dalle foto che hanno fatto i miei compagni di viaggio, le cose sono davvero cambiate e l’interno oramai compiuto risulta molto diverso da ciò che avevo visto io. Sarà per il prossimo giro, la frivolezza, per una volta, ha vinto sulla cultura: ho scelto due ore di Girl Power Shopping.

Magici interni della cattedrale

Barcellona, la Rambla e i suoi quartieri

La Rambla, passeggiata vivace nel cuore della città permette, volendo, di passarci tutta una giornata partendo da Plaza Catalunya a fare shopping sfrenato, fino a la Barceloneta, la spiaggia della città. Negozi, venditori ambulanti, pittori e tante deviazioni vi permettono davvero di perdervi totalmente in diversi dei più famosi quartieri, come quello gotico con la cattedrale o El Raval. Da qui si può prendere la metro in diversi punti e si può arrivare a Plaza de Espana, per salire fino al Montjuic con l’autobus numero 150 e godersi una vista mozzafiato dal Mirador del castello.

Quartiere gotico

 

Barcellona e i mercati 

Un’attrattiva di Barcellona che mi è piaciuta molto, ma del resto li adoro in tutte le città, sono stati i mercati: il mercato De La Bouqueria e il Mercato De La Terra. Quest’ultimo è un mercato che si tiene il sabato mattina e dove si possono trovare bancarelle di produttori e artigiani locali che promuovono prodotti bio- sostenibili presidii Slow Food.E’ piccolo, poco turistico, tanto vero. Buono e genuino. Merita una visita solo per vedere in che area è situato: un piccolo mercato ‘gourmet’  fatto di banchi e food truck inseriti in una cornice very hurban, colorata da graffiti, ciminiere, salite e discese invase da skaters e bambini che giocano a calcio. E’ un pranzo alternativo passato in festa inseriti in un contesto meno turistico, fatto di musica e naturalmente cerveza artigianale.Il mercato si trova nel Jardins de les Tres Xemeneies, lungo l’ Avenida del Parallel (fermata della metropolitana Paral-lel).

Ingresso del mercato La Bouqueria

Un altro mercato, ma assolutamente più affollato e mercificato a livello turistico, e il più grande di tutta la Catalogna, il mercato De La Bouqueria situato sulla Rambla (fermata Liceu), un vero e proprio scrigno di colori e cibo maniacalmente esposto. Bancarelle che sembrano opere d’arte in gradazioni di colori e gusti: salumi (fantastico il salamino da passeggio), frutta e verdura, succhi di frutta, cioccolata, uova, pesce, carne, frutta secca, una vera e propria meraviglia. Due sono i consigli che mi sento di darvi: se andate al mercato verso sera troverete sconti su alcuni prodotti, come per esempio i centrifugati naturali di frutta (che comunque in orario pieno già costano poco), altra cosa attenzione alle borse! La gente è tanta e voi siete distratti a guardare tutte le prelibatezze intorno a voi, ottima situazione per chi non ha buone intenzioni.

Merci esposte al mercato

Barcellona e il teatro

Barcellona è ricchissima anche di teatri e di possibilità ricreative di questo tipo.Partiamo con il teatro simbolo per eccellenza della città: lui sta a Barcellona come la Scala sta a Milano, sto parlando del “Grand Teatre de Liceu” che ospita opere, danza, concerti, compagno dell’altro importantissimo gioiello culturale, il Palau della Musica Catalana che, purtroppo non siamo riusciti a visitare. Oltre a questi due colossi, esistono altri teatri più piccoli come il Teatro Victoria che ospita musical o sale culturali che vengono utilizzate per mettere in scena spettacoli di compagnie emergenti o giovani. Due esempi sono la Sala Bart, che al momento della visita ospitava “Next To Normal” e la raccolta Sala Fenix, in cui siamo andati a vedere uno spettacolo di farsa napoletana molto caratteristico, messo in scena da una compagnia  italiana.

Barcellona e le tapas

Andare a Barcellona e non mangiare le tapas sarebbe come andare a Parigi e non mangiare le crepes: un sacrilegioooo! La tapas è una legge, compartir (condividere) è la legge assoluta. Avrete l’imbarazzo della scelta per il locale, quasi tutti offrono tapas e birra, dai locali di fattura più moderna a quelli di forgia più antica, come il Canpaixano,  locale storico nel quartiere El Born. Il suo vino rosato e frizzante è una vera delizia (non sicuramente per i sommelier) se poi lo andate ad accompagnare con un delizioso bocadillo farcito da una salsiccia divina, lo è ancora di più.  Il locale è piccolissimo, ma super caratteristico, non ci si siede, si sta in piedi e si socializza. Attenzione perché spesso può essere davvero molto affollato. Altri locali interessanti in cui andare a cenare sono: la taverna Can Margarit, anche questo locale molto caratteristico che ha come specialità il coniglio oppure la Casa de Tapas Canote, dove non dovete perdervi per nessun motivo al mondo la sangria e le costine caramellate. Per chi è vegetariano, ma anche per chi non lo è, il famosissimo ristorante ‘Rasoterra’ merita una cena o un brunch, di questo ristorante ve ne parlerò in maniera più dettagliata in un articolo a parte.

Alcune delle tapas più golose che dovete assolutamente degustare sono:  pane con aglio e pomodoro strisciato (simili alle nostre bruschette), prosciutto iberico, peperoni piccoli verdi e fritti, le patate bravas (soprattutto se vi piace l’aglio), salsicce piccanti e non, formaggi di capra, pesciolini fritti e crocchette di baccalà o prosciutto.

Barcellona, trasporti e alloggi

 Per spostarsi in città consiglio assolutamente i mezzi pubblici facilitati anche dalla possibilità di fare abbonamenti per uno, due, tre o quattro giorni. Il Ticket Hola BCN potrete acquistarla direttamente in aeroporto: prima di partire, troverete un banchetto al vostro gate (ma, nel caso anche on line) che vi permette di arrivare in città già comodi e accessoriati. Noi abbiamo fatto così. Questo abbonamento comprende tutti i trasporti autobus, metro, funicolare (attenzione non teleferica) compreso il treno da e per l’aeroporto. E’ comodissima e secondo me assolutamente necessaria.

A differenza della “Barcelona Card”, questa non permette di avere sconti sui musei, ma è legata solo ai trasporti. Non vi so dire quale sia meglio, non ho valutato le differenze tra le due, il mio è stato un viaggio a sorpresa! La linea che serve i principali punti turistici è la line verde L3 che dispone di nodi sulle altre linee.

Sagrada Familia

Un’altra possibilità alternativa è il noleggio delle biciclette: vi capiterà di vedere per strada una fila di bici rosse e bianche targate “Viu Bicing”, ecco quelle non potrete usarle perché sono riservate esclusivamente ai residenti, ma in città ci sono diversi noleggi che offrono il servizio per passarsi un pomeriggio differente e alternativo. Per quanto riguarda gli alloggi, la città possiede diverse soluzioni: hotel, appartamenti, b&b, chiaro è, che la soluzione più economica è quella degli ostelli, ce ne sono davvero a bizzeffe e tendenzialmente tenuti bene. Noi alloggiavamo al nuovissimo ‘Futura Casa Lola’, nel quartiere Poble Sec, pulito e situato in posizione strategica sia per locali e ristorantini, ma anche e soprattutto  per la vicina fermata della metro. L’ostello non mi fa impazzire, a fatica lo scelgo, ma in questo caso le nostre camerate erano due del nostro solo gruppo: femmine contro maschi.  La situazione del viaggio di gruppo ha reso questa scelta estremamente divertente, come lo può essere per chi ha voglia di socializzare, conoscere gente nuova e condividere la propria stanza.

Malecon de La Barceloneta

 

 

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