SALENTO E LA VALLE DEL COCORA: quando le palme fanno il solletico alle nuvole

Arrivati a Bogota’ dopo una decina di ore di volo Aifrance, ci reimbarchiamo per arrivare ad Armenia, in cui si soffermeremo solo per la notte per  ripartire il giorno dopo alla volta di Salento via bus.Quel Salento che non ha nulla a che fare con il nostro mare e le nostre cozze.

Salento è verde, silenziosa e tranquilla.

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Un’oasi di pace con una brezza che ti accarezza le braccia e che mi ha piacevolmente ricordato la quiete dopo un temporale di Settembre.

La nostra visita comincia dalla piazza principale piena di Jeep “Willys” parcheggiate a spina di pesce pronte per partire verso la Valle del Cocora, jeep che prenderemo l’indomani mattina. La larga e spaziosa piazza è presidiata, come quasi tutte le piazze che troverete in Colombia, dalla statua di Simon Bolivar, figura cardine della storia colombiana e non solo. La sua figura snella e altera domina e controlla la vita del paese sorvegliando la cattedrale che con le sue porte aperte, invita ad entrare e a spendere un po’ di tempo nel silenzio della sua spiritualità.  Poco più a lato si può trovare la Carrettera 6 detta Calle Real, strada in cui si dipana tutta la vivace vita cittadina.

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Calle Real, Salento

Da questa via centrale si possono raggiungere i 238 gradini che permettono di arrivare al Mirador da cui è possibile godere di un assaggio del paesaggio di questa zona così rigogliosamente verde. Se la mattina la Calle Real è pressoché deserta, il pomeriggio diventa una vera e propria passerella di famiglie, gauchi, backpackers e negozietti di artigianato che invitano ad entrare. Sedersi su una panchina e osservare è risultata un’attività davvero interessante, soprattutto sorseggiando un ottimo succo di frutta fresco.

Salento risulta essere la base di partenza per una serie di trekking che si addentrano nella Valle del Cocora, quello più battuto è quello che arriva fino al rifugio del colibrì. Ho letto molto su questo trekking e  non essendo molto ferrata in questa attività ero un po’ preoccupata rispetto alle mie capacità fisiche.

Sono 10 km quasi tutti in salita con la possibilità di trovare fango.

Ma sono risoluta!

Indosso gli stivali di gomma e puntuali, saliamo stipati come le sardine in una delle caratteristiche jeep. Le jeep Willys sono mezzi che risalgono alla seconda guerra mondiale, risistemate e modificate, nel limite del possibile, caratterizzano la dinamica vita di questa cittadina e della sua piazza con le loro partenza e i loro arrivi.

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Jeep Willys

In 25 minuti siamo all’ingresso di quella che sarà una lunga giornata, ma anche una delle più belle di tutta l’intera permanenza in Colombia.

Un percorso lungo sei ore.

Sei ore di bellezza straordinaria. Si passa da un inizio soft che corre via liscio, fino ad addentrarsi nella foresta nebulosa da cui parte il gioco duro, ma nemmeno troppo. Salite ripide, rocce, fango, acqua, sterco di cavallo e numerosi ponti tibetani rendono il tutto estremamente divertente, ma estremamente faticoso e quando arrivo al rifugio del Colibrì, Reserva Natural Acaime,  è come se avessi toccato uno dei miei più importanti traguardi…ce l’ho fatta!!!E ora qualche minuto di riposo!!!Panchina provvidenziale, cioccolata con queso ( formaggio) e foto ai colibri scattate tra le braccia e i cellulari della gente intorno, il tutto non è entusiasmante, ma almeno riprendiamo fiato per la parte più difficile.

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Colibri della Reserva Natural Acaime

Un’ora di tempo, quella per arrivare fino al Mirador ‘Finca la Montana’ a 2960 mt. Spettacolare da togliere il fiato in tutti i sensi!Verde che più verde non si può, le nuvole sono così vicine che le puoi quasi toccare sempre che tu riesca ad acchiapparle per quanto corrono veloci. Un’emozione unica, almeno per me che non sono avvezza a questo tipo di attività.

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Finca La Montana

Il circuito di trekking è circolare e non per forza ci si deve fermare al rifugio, all’incirca 1 km prima, si può prendere la deviazione sulle sinistra e proseguire oltre. Una volta arrivati alla cima ricomincia la discesa per tornare al punto di partenza passando per lo spettacolo naturale più elegante che io abbia mai visto: il bosco delle palme da cera. Strepitoso!

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Bosco delle palme

Non si possono amare queste sottili e lunghe signore. Le ginocchia cedevano, le gambe friggevano, la stanchezza era tangibile in qualsiasi punto del mio corpo, ma la meraviglia e lo stupore ha superato tutto, la fatica è stata abbondantemente ripagata: una natura che esplode in tutta la sua forza e la sua energia. Mi sono seduta davanti a queste magre figure e ho tolto gli stivali, ho toccato la terra con le mani e con i piedi…e ho pensato che il mondo è’ davvero meraviglioso e ho pensato a quante cose ancora devo vedere.

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Sua maestà la palma da cera

Il giorno dopo viene dedicato alla visita di una delle tante piantagioni di caffè. Scegliamo la Finca El Ocaso (ingresso 15000 pesos con degustazione inclusa).La Colombia è il terzo produttore mondiale di caffè e va da se, quanto l’economia del paese si arricchisca con questo commercio. La visita ad una Finca ti da l’opportunità di conoscere più da vicino il “backstage” di quella che consideriamo una semplice tazzina di caffè: dalla coltivazione, dalla raccolta, dall’essicazione fino alla degustazione dopo una torrefazione che viene fatta fare da terzi e non direttamente in finca.

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Il caffè è amaro, non usano mettere le zucchero per evitare che il vero sapore  venga coperto. Ho dato fiducia e  l’ho bevuto, forse è vero, ma io preferisco zuccherarlo.Non ho potuto fare a meno di comprare caffè per tutti quelli rimasti a casa.

SALENTO: ISTRUZIONI PER L’USO

– Per arrivare a Salento, la soluzione migliore è il bus che parte da Armenia, città che potete utilizzare come base anche per arrivare a Pereira o Filandia. Noi ci siamo buttati in uno dei bus locali preso letteralmente al volo appena fuori dal nostro alloggio. In ogni caso basta chiedere informazioni presso il vostro hotel o ostello, vi sapranno sicuramente indicare la fermata più vicina;

– Per arrivare alla  Valle del Cocora da Salento, basta andare in piazza e accaparrarsi un posto a sedere o in piedi su una delle jeep parcheggiate in perfetta formazione. Partono ad ogni ora per 15200 pesos a testa, ma vi consiglio di prenderne una tra le prime. Le 7,30 sono l’orario ideale, in questo modo avrete tutto il tempo per effettuare il trekking al vostro passo e senza fretta. Il ritorno funziona nello stesso modo, anche se, occorre avere un pochino più di pazienza. Bisogna aspettare l’arrivo delle jeep e visto la mole della gente in attesa dopo la scarpinata, è una lotta a chi ci si butta dentro per primo per evitare di fare notte sui monti;

– Vi consiglio per il trekking un buon paio di robuste scarpe da trekking, ma ancor meglio il noleggio di stivali di gomma presso il vostro alloggio o all’inizio del percorso. Sicuramente un pochino più scomodi, ma visto il fango, soprattutto in certi periodi dell’anno, vi ringrazierete di aver fatto questa scelta. Portatevi uno zaino leggero, qualche snack, acqua, un paio di calzini di ricambio e tanta tanto forza nelle gambe

– Per arrivare alla Finca El Ocaso bastano i vostri piedi. Si deve attraversare il ponte di ferro giallo (quello che porta all’ostello La Floresta) e andare sempre dritto per un’oretta circa. Passeggiata placida, tranquilla ed estremamente silenziosa. Non servono prenotazioni, basta arrivare a aggregarsi ad uno dei gruppi di visita.

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8 COSE ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE A SALENTO

1.Trekking nella Valle del Cocora;

2. Passeggiata lungo la Calle Real;

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Colori della Calle Real

3.Mangiare frutta o bere uno juco natural seduti sulle panchine all’ ombra della figura di Simon Bolivar;

4.Sedersi a bere una birra al “Bar Danubio” sulla Calle Real. Il Danubio è un bar frequentato principalmente da uomini e “gauchi” del posto per bere birra e per dilettarsi in un gioco simile al biliardo. Un po’ rozzo, ma decisamente caratteristico, non si può non fermarsi per un po’ dentro questo posto, sia per osservare, ma anche per cogliere al meglio lo spirito del posto;

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Atmosfere al Bar Danubio

5.Pranzare al “Rincon de Lucy” sempre sulla Calle Real. Qui, si può mangiare il classico piatto colombiano formato da pollo o pesce, riso, patacones, patate fritte ed insalata(8000 pesos a testa, super economico e super buonissimo);

6.Salire fino all’ ALTO DELA CRUZ’ il Mirador di Salento;

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Panorama dal Mirador

7.Visitare e bere una tazza di caffè amaro ad una delle finche di caffè intorno

8.Mangiare una buonissima Arepa con queso nella bancarella all’angolo tra carriera 7 e calle 5 ( la strada che conduce al ponte giallo)

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Platano alla plancha

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