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Pennabilli: il borgo di Romagna che non ti aspetti

Un borgo romagnolo che non ti aspetti, pieno di sorprese. Scopri Pennabilli: un luogo dove l’anima è leggera.Vieni a Pennabilli con l’itinerario de la Valigia di Pimpi.

Pennabilli è un piccolo borgo sulle colline riminesi che ha il potere di lasciarti a bocca aperta. A tutti gli effetti, è il borgo che non ti aspetti.

Incastonato tra la Romagna e le Marche, a due passi da San Marino e da San Leo, Pennabilli prende il nome dall’unione dei due antichi castelli, storicamente rivali, posti uno di fronte all’altro: Penna e Billi. Oggi, rispettivamente “Il roccione” e “La rupe”.

Pennabilli ha il sapore medioevale, rinascimentale e contemporaneo.

Pennabilli è tutto questo insieme: resti di castelli e cinte murarie, pittura, arte, poesia, buon cibo, cultura della tradizione romagnola, con un tocco di spiritualità tibetana.

Nel mezzo della Val Marecchia, Pennabilli è dal 2010 Bandiera Arancione del Touring Club Italiano.

Prenditi una giornata e partite per scoprire il borgo con l’itinerario del la Valigia di Pimpi.

“è bello se puoi arrivare in un posto dove trovi te stesso”

Tonino Guerra

PENNABILLI: Piazza Vittorio Emanuele e il Duomo

Parti dalla Piazza principale, Vittorio Emanuele II, dal carattere rinascimentale.

E che lo è, te ne accorgerai subito da molti particolari, ma soprattutto dalla fontana chiamata “fontana della pace”. Si trova nel centro della piazza ed è un’importante simbolo per la città perché sancisce la tregua storica tra i Penna e i Billi.

Di fronte, si trova il Duomo che controlla austero la vita cittadina.

Dopo aver pranzato all’enoteca “Al Bel Fico”, che vi super consiglio, ci siamo diretti verso destra verso la salita per scoprire la Pennabilli di Tonino Guerra.

Passando dal Teatro della Vittoria, iniziamo la ricerca dei cosiddetti “luoghi dell’anima”.

PENNABILLI: Tonino Guerra e I luoghi dell’anima

Ma chi è Tonino Guerra?

Tonino Guerra è un famoso poeta e sceneggiatore romagnolo, braccio destro da sempre del regista Federico Fellini. È colui che ha scritto la sceneggiatura di Amarcord, ma anche quella di Blow-up per la regia di Antonioni che gli diede una nomination agli Oscar nel 1967.

Proprio qui a Pennabilli, paese a lui caro sin da quando era bambino, Tonino ha ritrovato la serenità e il posto giusto nel quale riposare e infatti dice:

“Pennabilli era l’Himalaya della mia infanzia. Più che un luogo era un mito. Per quale motivo ci sono tornato? Perché è una specie di paradiso perduto e poi ritrovato. Ed eccomi qua. Avevo settant’anni, avevo voglia di riflettere sulle mie cose, la pittura, la natura, la poesia, e ho pensato di trasferirmi a Pennabilli. Per cominciare e per ricominciare”

Tonino Guerra

Visitando il borgo non farai fatica a capire il significato di queste parole.

Pennabilli è uno di quei luoghi dove il vento ti accarezza e ti rapisce. È uno di quei luoghi in cui puoi decidere di appoggiarti per un attimo oppure rimanere lì per sempre per camminare, meditare, scrivere, pensare o riposare.

Il Museo Diffuso di Tonino Guerra chiamato i “Luoghi dell’anima”, non potrebbe avere nome differente. E’ talmente tanta la poesia in tutto questo che ti sentirai l’anima piena e in pace con te stesso. E forse, era proprio questo il poetico intento del poeta e la magia di Pennabilli.

Tonino Guerra lascia un’eredità delicata che si alimenta della fantasia tipica dei sognatori.

  • La camminata delle meridiane. Troverete le meridiane sui muri del paese, quindi aguzzate bene gli occhi, perché ce ne sono di dipinte e non solo (quella più grande è nell’orto dei frutti dimenticati). Potrebbe essere divertente fare una “caccia fotografica” sia di questi strumenti di misurazione, ma anche delle “parole sui muri”: le targhe con le frasi celebri o piccoli stralci di biografia di Guerra che troverete appese ai muri del paese, insieme alle foto della grandiosa nevicata del 2012.
  • Il santuario dei pensieri è un piccolo giardino, cinto da mura come da protezione al silenzio e alla meditazione. Vi accorgerete di averlo trovato, quando vedrete dei bastoni di legno con sopra alcuni pensieri di Tonino. Seguiteli perché vi accompagneranno ad un giardino dall’atmosfera molto intima al cui interno troverete 7 sculture:

7 pietre misteriose, 7 specchi opachi per la mente, 7confessori muti che aspettano di ascoltare le tue parole belle e le tue parole brutte”.

Tonino Guerra

Appena uscirai sulla tua sinistra troverai un cancello, aprilo ed entra nel luogo più intimo e caro di Tonino Guerra: la casa dei mandorli.

Questa era la sua casa e il luogo in cui sono state lasciare le ceneri del poeta a seguito della cremazione. Qui. potrai scoprire il giardino della casa che viene descritto come “un continente, un bastimento, un luogo di memoria che permette viaggi e ricordi pur stando fermi”. Troverai una colonia di circa 40 gatti e sculture di forma circolare dedicate ai suoi più cari amici, tra cui Mastroianni, Fellini e Giulietta Masina.

  • L’angelo con i baffi lo considero una delle cose più poetiche e romantiche che io abbia mai visto. Non è altro che un’installazione permanente considerata il museo più piccolo del mondo.

Ispirata da un breve racconto di Tonino, su alcune pareti di legno all’interno di una piccola cappella è dipinta un’opera del pittore milanese Luigi Poiaghi. Il dipinto, collocato dietro una grata, è arricchita da diversi uccelli impagliati sul pavimento, che inizieranno a cinguettare al tuo arrivo, grazie ad un meccanismo che avverte il movimento.

La disarmante semplicità del luogo rende questo posto incredibilmente poetico, grazie anche alla tenerezza del protagonista e della su storia. Non vi svelo altro.

  • Il Mondo di Tonini Guerra- il Museo: scendendo Via Borgo San Rocco, leggermente fuori dal centro troverai il museo dedicato all’artista all’interno dell’oratorio di Santa Maria della Misericordia. Purtroppo, al momento della mia visita, il Museo era chiuso, ma al suo interno è raccolto un prezioso archivio letterario, fotografico e cinematografico che, ripercorre tutta la sua carriera.

La cosa interessante è che, oltre tutto questo, ci sono anche dei “pezzi” artistici creati dal poeta stesso, amant della pittura e scultura. I “barattoli”, per esempio, sono contenitori di ceramica allegri e bizzarri che contengono “aria”.

  • L’orto dei frutti dimenticati e il rifugio delle Madonne abbandonate è uno di quei luoghi che racchiudono non solo la bellezza delle cose dimenticate, ma anche la tradizione della nostra Romagna. Qui, come suggerisce il nome sono piantati tutti quegli alberi da frutto che appartengono alla storia dei nostri nonni, ma che piano piano non sono stati più coltivati, come il nespolo, il giuggiolo, il sorbo, la mela cotogna, l’uva spina e il gelso.

Non appena entrerai, sulla tua destra potrai vedere il rifugio delle Madonne Abbandonate: un muro in cui tutte le Madonne, di solito ospitate all’interno delle cellette ai crocevia delle strade di campagna, si rifugiano per sfuggire all’incuria dell’uomo e all’usura del tempo. O almeno così, amava pensare Tonino: un angolo sereno di riposo.

Proseguendo all’interno dell’orto sulla tua destra, scendendo leggermente troverai il vecchio lavatoio dove appesi ai grossi muri di pietra ci sono le targhe con le frasi dedicate ai mesi. Trova il mese della tua nascita e divertiti a leggere come viene raccontato.

Nell’orto, inoltre, ci sono diverse installazioni tra cui l’Arco delle Favole e la lumaca.

  • Il giardino pietrificato Molino nella frazione di Bascio e la Madonna del rettangolo di neve nella frazione di Cà Romano sono altri due luoghi dell’anima in cui non siamo andati.

PENNABILLI e il Tibet

La connessione tra Pennabilli e il Tibet è proprio una di quelle cose che non ti aspetti da un borgo nel cuore della Romagna e invece, come una magia eccola qua!

Effettivamente, Pennabilli ha le caratteristiche e le atmosfere tipiche di questi posti: silenzio, spazi aperti in cui pensare e meditare, poesia e tranquillità.  Fatto sta che il Dalai Lama è arrivato fino a qua per ben due volte.

C’era una volta, un frate chiamato Frà Orazio da Pennabili che, nel lontano 1700, provò a portare in pace la sua opera di evangelizzazione in Tibet. Un’occasione preziosa non solo per il frate stesso, ma anche per il Tibet che, in questo modo ebbe un primo contatto con l’altro mondo, ovvero il mondo occidentale. Il lama dalla “mente bianca” intesa come menta pura, è il nome che i monaci tibetani avevano dato a Frà Orazio e la sua opera missionaria è tangibile ancora oggi grazie ad un gemellaggio tra Tibet e Pennabilli sancito nel 1994 con l’arrivo su questo borgo del 14° Dalai Lama.

Dove puoi vedere le testimonianze di tutta questa storia?

In 3 punti fondamentali della città:

  • La casa natale del Frate Orazio: dove accanto al portone potrai scorgere una targa di commemorazione
  • Il Chorten: la classica stupa di preghiera tibetana. Vedere il classico altare tibetano in una location così inaspettata mi ha colpito molto. È stata, a suo modo, una vera emozione perché ho riassaporato le atmosfere della Birmania anche se non proprio quelle del Tibet. Questo Chorten è dedicato sia a Frà Orazio che al Dalai Lama, ma rappresenta in generale una preghiera per tutta la popolazione tibetana con la speranza di ritrovare pace e serenità.

Prendi una pietra dal muretto e offrila al Corthen in segno di pace e devozione infinitamente grande, come suggerisce il simbolo dell’infinito disegnato sul muro.

Accanto allo stupa vedrai sventolare le classiche bandiere di preghiera tibetane, quelle che per intenderci sono anche il simbolo dei monasteri anche in Nepal.

  • Sita sul roccione in una posizione meravigliosamente scenografica davanti a tutta la valle, come un fedele guardiano, c’è la campana di Lhasa. Testimonianza di ulteriore fratellanza tra i due paesi.

La campana è stata inaugurata nel 2005, in occasione della seconda visita del Dalai Lama. Costruita sul calco di quella rimasta in Tibet a memoria della missione cristiana, accanto ad essa, come vuole la tradizione, ci sono i “mulini di preghiera” sopra i quali è inciso il mantra buddista.

Fai suonare la campana o gira i mulini per mandare una preghiera al cielo.

Ti consiglio di salire fino in cima, gustati il rumore del vento che si sente quassù e la vista su “la rupe” nella quale andremo dopo.

È inutile dirti che è un luogo magico. Assaporane l’essenza, portati un libro, un taccuino, fermati e respira. Pennabilli va presa così, con calma.

Il mistero della Gioconda: Da Vinci colpisce ancora!

Proprio sopra il cucuzzolo del roccione troverai, oltre ad una meridiana che ti indicherà la posizione dei vari paesi appena sotto Pennabilli, un cartello informativo sul quadro La Gioconda, perché?

La Gioconda, dall’alba dei tempi, non è quella che dice di essere! A Pennabilli, viene messo a confronto il paesaggio reale intorno a voi con quello dipinto nel quadro di Leonardo. Sembrerebbe, infatti, che lo sfondo del quadro, sia proprio la collina di Pennabilli in quanto la Gioconda dama di Urbino, era amante di Giuliano de Medici. Crederci o non crederci non è il punto fondamentale, ma quanto sapere che Pennabilli nasconde l’ennesimo segreto inaspettato.

PENNABILLI: la rupe

Dalla parta opposta al roccione, sul monte proprio di fronte puoi salire fin sulla rupe dove ancora oggi si vede la croce di ferro ergersi sul monte.

Attraversa la piazza e tieni la sinistra con la chiesa di fronte a te. Prendi Via Roma, quella dove vedrai le luminarie appese con le parole delle poesie di Tonino Guerra e prosegui dritto. Sulla tua destra ad un certo punto troverai alcuni scalini, prendili e comincia a salire.

Arriverai al Monastero delle monache Agostiniane, passa l’arco ed entra nella piccola e raccolta chiesetta. Sali ancora di più fino ad arrivare in cima dove vedrai le rovine dell’antica rocca dei Billi. Il panorama è mozzafiato ed è la vista più bella e scenografica sul borgo di Pennabilli e sul Montefeltro che tu possa vedere.

PENNABILLI e i musei

A Pennabilli puoi anche dedicarti alla visita di alcuni musei, oltre a quello di Tonino Guerra:

  • Il Museo del calcolo Mateureka, quattro piano di storia sul calcolo e sulla matematica
  • Il Museo Naturalistico “Parco Sasso Simone e Simoncello” sulla flora e fauna del parco naturale
  • Museo del Montefeltro sulla diocesi di San Marino e sui pellegrinaggi

Per avere maggiori informazioni sugli orari, sulle visite guidate e sugli eventi in città, tra cui il famoso Festival degli artisti di strada potete rivolgervi allo IAT ufficio turistico- Pro Loco, oppure monitorare il sito web del borgo.

PENNABILLI a tavola

Pennabilli ha una preziosa personalità anche nel gusto. Puoi gustare i sapori del bosco come tartufo e funghi porcini abbinati alla tradizione della cucina romagnola tipica delle colline.

All’Osteria Enoteca Al Bel Fico, proprio nella piazza principale, non perdetevi i passatelli o le pappardelle con i funghi. Degni di nota anche i salumi di mora romagnola, il tipico maiale della zona e i formaggi, tra cui quello di “fossa”.

A Pennabilli puoi scoprire il mondo di Tonino Guerra.

Puoi toccare con mano le atmosfere del Tibet nel cuore della Romagna.

Puoi sentire la poesia e i ricordi tipici dei nonni romagnoli.

Puoi fare un piccolo trekking per arrivare fino in cima alla rupe.

Puoi fare tantissime foto super instagrammabili!

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