NEW ORLEANS: “Mardi Gras” Time

Io amo gli States e da questo mio amore sono nati numerosi viaggi alla scoperta di questo immenso e variegato paese dalle mille risorse e dalle mille contraddizioni.

Durante uno dei miei più insoliti “on the road”, mi sono fermata in una delle città più caratteristiche degli States: NEW ORLEANS.

La city in lontananza

Carnevale.

Voodoo ed esoterismo.

Povertà.

Musica.

Mississippi.

Katrina.

Gospel e jazz.

Piantagioni di cotone e schiavitù.

Queste sono tutte immagini che nascono dal mio brainstorming al ricordo della mia visita a questa città. Due giorni qui mi hanno catapultata nell’ estremo Sud degli States. E’ una di quelle città che avrei sempre voluto vedere, ma non era mai il momento giusto per vederla: una volta fuori rotta, una volta poco tempo, una volta dalla parte opposta…insomma alla fine con pazienza e perseveranza è arrivato anche il suo momento.

Da Memphis, dopo sei ore di macchina sbarchiamo in questa bizzarra località, e che è strana te ne accorgi subito, già dalla strada che percorri in mezzo ad una vasta palude piena di coccodrilli punteggiata da scheletrici alberi che quasi sembrano disegnati da Tim Burton. New Orleans è una città americana, ma il suo quartiere più famoso, il FRENCH QUARTER la rende simile e l’avvicina di molto alle città europee che tanto conosciamo: vie strette, piccoli locali, strade a misura d’uomo e mercati prendono spazio in questa parte sinistra (guardando il fiume) della città, mentre nella parte destra si fa largo la classica Big City con i suoi grattacieli, le sue valigette 24 ore e il suo business. Una sola città, due anime.

A N.O. puoi fare tutto per strada: se sei un musicista puoi suonare, se sei un barbone puoi dormire, se sei un predicatore puoi predicare, se sei un mago puoi predire il futuro e se ti piace travestirti non c’è periodo migliore del suo carnevale.

Bourboun Street

Noi arriviamo in pieno MARDI GRASS.

Delirio puro.

Disordinata, chiassosa, festosa, colorata, nonostante la distruzione portata dall’ uragano Katrina che ancora si vede e ancora si sente. Arrivare in occasione di questo evento è stato davvero come buttarsi dentro l’occhio del ciclone e come Alice in Wonderland arrivare in un mondo parallelo: una pacchiana accozzaglia di gente, travestimenti, cianfrusaglie, carri allegorici e sfilate. Ci siamo avvicinati a questo chiasso sonoro e visivo in punta di piedi, come per annusare cosa stava accadendo, ma è bastato poco per capire che tanto valeva buttarsi nel bel mezzo della mischia. E così abbiamo fatto.

Il carnevale a N.O. è stata una delle esperienze più folli che io abbia mai fatto nella mia vita. La nostra missione (come quella di milioni di persone insieme a noi) era solo una: acchiappare al volo quante più possibili collane di plastica, tipico simbolo della festa, di colore verde, viola e oro. Siamo diventati cacciatori accaniti, affinando la tecnica di caccia nel più breve tempo possibile: nessun ferito sulla nostra strada solo vittime!

Il bottino

Ma accanto a questo aspetto divertente e allegorico, c’è un altro lato della medaglia.

New Orleans è subdola, misteriosa, pericolosa: occorre tenere gli occhi ben aperti. Bene, è lasciarsi andare al suo ritmo di jazz and blues, ma bene è anche tenere alto lo spirito vigile. E’ presente un alto tasso di criminalità e addirittura c’è un lato della città in cui è proprio meglio non addentrarsi. Ti accorgi di questo anche nel quotidiano, quando passeggiando ti rendi conto che su ogni cancello di ogni casa esiste un cartello monito che consiglia di camminare dopo il tramonto mai solo, ma in gruppo. Da una parallela all’altra le cose possono completamente cambiare. E’ vero. Non sono favole.

Nonostante questo, non mi sento di dire “assolutamente non uscite la sera”, ma solo di prestare attenzione a dove andate e soprattutto di rimanere dove c’è gente, meglio essere sempre prudenti, qui come in ogni altro luogo.

Per visitare la città bastano 2/3 giorni,  questo tempo è più che sufficiente per vedere le attrattive principali. Chiaro è, che in occasione del Mardi Grass e delle sue feste parallele, si può anche pensare di fermarsi qualche giorno in più. Consiglio sempre a tal proposito di dare un’occhiata al programma della kermesse.

Ma cosa si può fare a New Orleans in due giorni?

Passeggiare lungo le vie del FRENCH QUARTER. Godersi la passeggiata in questo quartiere lungo i suoi viottoli e lungo la sua famosa BOURBON STREET è il modo migliore per assaporare lo smalto art-deco di questo posto. Vie strette, strip club, piccole chiesette, balconi e ringhiere con riccioli in ferro battuto rendono il tutto molto chic, ma allo stesso tempo anche molto kitch. Qui si possono trovare tantissimi localini per fermarsi a bere una birra, mangiare una granita dai mille colori fluorescenti o curiosare tra negozietti di artigianato che propongono una serie di articoli davvero interessanti e curiosi, ma ahimè….mooollto costosi. Meritano anche gli interior design dei negozi, alcuni davvero strepitosi!

Negozi

Arrivati a JACKSON SQUARE, il cuore del quartiere francese, potrete respirare un clima molto bohèmiem: artisti di strada, musicisti, cartomanti e chiromanti rendono questo posto un variopinto ed esoterico puzzle. Mi chiederete: cartomanti e chiromanti?? Già avete letto bene, vorrei ricordarvi che New Orleans è molto famosa per il suo lato mistery e le sue pratiche voodoo, che prendono origine dalle religioni africane.  Nel caso siate incuriositi da quest’aspetto è possibile trovare tutto quello che vi occorre per sedute spiritiche, magia bianca, magia nera in negozi che quasi sembrano cripte, ma in cui non è possibile fare fotografie. Inoltre, sempre per gli appassionati del genere è possibile prenotare tour creati ad hoc dove sentirete le storie più spaventose di fantasmi e vampiri.

Balconi art decò

Scendendo verso il Mississippi River e camminando sulla Peter Street arriviamo al FRENCH MARKET DISTRICT, dove è possibile fare acquisti di ogni genere e fare una pausa gastronomica con ampio margine di scelta, tra cui anche ottimo pesce. Attenzione, però, da qui non proseguite oltre. La linea di pericolo indicata dalla Lonely Planet comincia proprio poco più avanti di qui. Be careful!

Noi torniamo indietro prendendo la RIVERWALK per ammirare il lungo fiume. E’ lui, Sua maestà il MISSISSIPPI RIVER alla mia sinistra che, placido come non mai, ha visto passare al suo fianco anni di travagliata storia americana. I tipici battelli a vapore che tanto ricordano Mark Twain, sono ancora tuttora fruibili per il classico giro turistico, furono importanti protagonisti di scambi commerciali e non solo. Questo fiume non può fare a meno di riportarmi alle storie di schiavitù e a film come” Pomodori Verdi fritti”, alle piantagioni e ai suoi schiavi.

Mississippi River

A tal proposito vi consiglio caldamente, se disponete di una macchina a noleggio, di andare a visitare una delle piantagioni e residenze storiche protagoniste di questo pezzo di storia, che si trovano a pochi Km dalla città. Una delle più famose sono la OAK ALLEY ( tra le altre cose anche set di “Intervista con il vampiro”) o la LAURA PLANTATION. Grazie a questa visita potrete fare un vero e proprio tuffo in un passato geograficamente molto lontano dal nostro.  Lungo questa passeggiata si arriva al LOUIS ARMSTRONG PARK, all’interno del quartiere afro americano, in passato l’unico luogo in cui gli schiavi potevano suonare la loro musical “black”.

Oak Plantation

Per una visita e un soggiorno più gradevole e oculato, vorrei darvi alcune dritte:

  • Programmate almeno uno dei vostri pranzi in uno dei ristoranti storici di N.O. Famoso per il panino “PO’ BOYS”, il “MOTHER’S, è il luogo in cui potete trovare “ the world’s best baked ham”, come recita il suo slogan. Il Po’ Boys, ieri, era un panino che veniva preparato per sfamare i ragazzi poveri ( da qui il nome POOR BOYS), oggi, questo ristorante vanta il miglior panino della città non proprio a buon mercato. Nonostante anche questo locale  sia stato duramente colpito e distrutto da Katrina, è stato perfettamente ricostruito ed è ripartito alla grande, vantando ogni giorno una coda di almeno una cinquantina di persone fuori dalla porta (arrivate presto!), ma ne vale davvero la pena. Ricordate di provare il Po Boy’s original!
  • Prenotate il vostro alloggio in anticipo, soprattutto se pensate di arrivare per il periodo del carnevale. In caso contrario due saranno i grossi problemi che incontrerete: trovare un alloggio decente libero e pagare suon di dollaroni. Noi non avevamo prenotato, ignari di tutto e prima di trovare un posto per dormire abbiamo passato un’ora e mezza a girare come trottole. Dopo esserci stremati e innervositi, abbiamo ceduto e abbiamo “per forza” acquistato una stanza “a soli” 200 dollari per notte. L’albergo era assolutamente bellissimo, il French Quarter Suites  e comodissimo perchè posizionato ai piedi del quartiere francese, ma vi assicuro che, in questo periodo, pagareste 200 dollari a notte anche la più bettola delle bettole…quindi pay attention! La notte successiva l’abbiamo passata all’ albergo di fronte per 150 dollari, il NewOrleansGuesthouse…Una curiosità: mentre cercavamo disperatamente alloggio senza volerlo siamo passati in una delle zone più chic, chiamata GARDEN DISTRICT, un elegante quartiere dove potrete vedere le più belle ville con giardino della città.
  • Anche se costosi, cercate di mettere l’auto (in caso voi siate con la macchina) nei garage. Il costo non è proprio a buon mercato (all’incirca 35/40 dollari al giorno), ma purtroppo trovare un parcheggio in città è molto difficile e in ogni caso nei garage starà sicuramente più al sicuro. Tenete conto che alcuni hotel in centro città dispongono di spazi appositi privati, ma molto spesso a pagamento.
  • Non state in giro la notte, cercate di passare serate tranquille e ad un certo punto rincasate. Evitate di avventurarvi dove non dovete, avete modo di visitare il quartiere francese molto bene durante il giorno, fatelo!
  • E’ d’obbligo andare in uno dei tantissimi locali ad ascoltare la musica jazz: uno dei più famosi il Maple Leaf Bar in Oak Street. Rappresenta un vero e proprio tempio di questo genere musicale. Entrare qui è come catapultarsi in un altro mondo. Senza tralasciare anche la vasta scelta di locali in cui gustarsi sublimi Gospel.

E per il resto che dire…all that jazz!

Collane in vendita

2 pensieri su “NEW ORLEANS: “Mardi Gras” Time

  1. Ho letto tutto il racconto dall’inizio alla fine senza mai alzare lo sguardo dal tablet, poiché mi sembrava di essere completamente immersa nel carnevale al punto da percepirne suoni e colori. É un racconto straordinariamente coinvolgente, mi viene già voglia di prendere l’aereo ed andare a visitare New Orleans.
    Mi é stato regalato un pezzettino di mondo!

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