A SHORT TRIP IN UMBRIA

Un incastro perfetto e improvviso di tre giorni liberi hanno fatto si che potessimo organizzare una veloce, ma perfetta gita alla scoperta dell’Umbria, una regione silenziosamente deliziosa che trasmette serenità e tranquillità. Una regione ‘traballante’ fatta di colline e verdi montagne che si fondono perfettamente con il suo stile medioevale e mistico.

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I vicoli di Monte Castello Vibio

La prima tappa è MONTE CASTELLO VIBIO, un piccolissimo borghetto medioevale culla di uno dei più curiosi teatri d’Italia: il teatro della “Concordia”, nominato il teatro più piccolo del mondo. Lo slogan recita così: ‘lo fecero piccolo a misura del paese loro, ma la civiltà non si misura a cubatura, né a metri’, e posso confermare che è davvero piccolo, 99 posti, il centesimo resta fuori. Il teatro ha la classica architettura del teatro all’italiana, in perfetto stile goldoniano ed è una vera delizia, così intimo tanto da sembrare quasi un salotto. Ed effettivamente si può proprio definire un salotto culturale in cui, non solo è possibile assistere ad un’interessante visita guidata da parte dei volontari che curano la manutenzione del teatro (solo sabato, domenica e festivi), ma anche ad una vera stagione teatrale di prosa (ovviamente aperta a compagnie non troppo numerose) e perché no, la celebrazione di un originale matrimonio civile. Se volete informazioni più dettagliate sui 99 posti per sognare, questo è il sito internet del teatro http://www.teatropiccolo.net/.

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Ingresso al piano superiore del Teatro della Concordia

Si prosegue per ORVIETO, bellissima cittadina anch’essa arroccata tra stradine e vicoli medioevali ed è proprio da una di queste strette stradine che si può ammirare uno scorcio del solenne e snello Duomo che si erge al centro della città come se fosse un prezioso diamante, un caleidoscopio di mosaici e bassorilievi fanno di questo duomo uno dei gioielli più preziosi presenti nella nostra bella Italia. Un piacere per gli occhi e per lo spirito passeggiare in queste vie, ma non solo, perché no, anche per il palato. Tra un negozietto di artigianato e l’altro è d’obbligo fermarsi a bere un calice di buonissimo vino accompagnato da un tagliere di formaggi, salumi tipici e una fetta di pane abbrustolito, condita con un agrumato olio di oliva. Credete a me, i vostri sensi e il vostro spirito vi ringrazieranno. Nel pomeriggio facciamo una breve deviazione ai confini con il Lazio e ci dirigiamo alla volta di quella che viene definita la “città sospesa” e vi garantisco che oltre ad essere sospesa fisicamente lo è anche temporalmente.

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Orvieto

A CIVITA DI BAGNOREGIO il tempo pare essersi fermato, la ‘città che muore’, collocata su una collina incastrata in una valle di calanchi, è sottoposta ad una progressiva erosione che a lungo andare porterà, purtroppo, alla scomparsa di questo borgo inserito nella lista dei ‘borghi più belli d’Italia’, abitato solo da sette persone ( lista aggiornata al 2016).

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Civita di Bagnoregio “la città che muore”

Civita è collegata a Bagnoregio da un lungo viadotto percorribile solo a piedi, da cui si può godere di un suggestivo panorama che al tramonto si tinge di colori spettacolari. La visita a Civita è un susseguirsi di viottoli, sali e scendi di stradine acciottolate, archetti, cortili, piazzette, porte di legno adornate da vasetti con fiori colorati e una piazza che vanta una chiesetta al cui interno si può ammirare un crocifisso di legno del 400 ritenuto miracoloso e utilizzato per la famosa processione del Cristo morto la sera del Venerdì Santo.

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I colori di Civita

SPOLETO è l’ultima tappa della giornata, ma dedicheremo il giorno seguente alla sua visita. Ci fermiamo a dormire in un piccolo luogo che, consiglio vivamente per una notte romantica o per una cena su prenotazione. Una vera chicca, una piccola bomboniera in cui essere coccolati e sentirsi davvero come a casa propria. Il Bed and Breakfast che abbiamo scelto tramite Booking, si trova a due passi dal centro storico e si chiama ‘A casa mia: solo per due’, come dice il nome è presente una sola stanza deliziosa perfettamente arredata e decorata. La padrona di casa Roberta e la piccola Carlotta vi faranno sentire a casa vostra viziandovi in tutti i modi possibili, a partire da alcune gradite sorprese fino ad arrivare ad una colazione degna della famiglia reale, stre-pi-to-so!!!!!

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Bed and Breakfast ” A casa mia, solo per due”- Spoleto

Nella mia lista delle cose da fare, ho inserito di tornare, per almeno una notte, in questo fantastico lettone!Per maggiori info http://www.acasamiasoloperdue.it/

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Duomo di Spoleto

Visitare Spoleto è facile e un sistema di scale mobili vi permette di salire con pochissima fatica al punto più alto della città: alla Rocca Albornoziana e al Ponte delle Torri. Quest’ultimo è un enorme viadotto romano che come definì Goethe, funge da collegamento tra un monte e l’altro sul quale è possibile fare una placida e rilassante camminata respirando la frizzantina aria di montagna godendosi un panorama mozzafiato dall’altezza di più o meno 80 mt. La cittadina vanta anche un famosissimo Duomo reso celebre non solo dalle cartoline, ma anche dal fatto di essere simbolo del famoso “Festival dei Due Mondi”, kermesse teatrale ormai di fama mondiale che ha sede proprio qui. Attraverso una scalinata, degna delle più famose sfilate, si arriva a questa chiesa in stile romanico dal bellissimo mosaico centrale e dall’interessante e raccolto interno.

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Angoli di Assisi

La mistica ASSISI non delude mai, non è la prima volta che la visito, ma arrivare ad Assisi mi porta sempre a due pensieri: alla frattura che questa città ha avuto a seguito del terribile terremoto del 1997, e al fatto che qui posso respirare la spiritualità e tornare in pace con me stessa per la sua tranquillità. Ad Assisi c’è silenzio: c’è silenzio nelle strade, nelle piazze, nei cortili, nei campi, ad Assisi si sente solo il vento che accarezza gli ulivi e il famoso campanile, ad Assisi aleggia un sacrale rispetto e mi sento bene come se questa città sprigionasse una luce ed un’energia capace di calmare sensi e frenesia. San Francesco e Santa Chiara sono nati, cresciuti e morti in questa città che è testimone del loro percorso di crescita non solo spirituale.

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Basilica di San Francesco

Dalla Piazza del Comune e d’obbligo fermarsi in luoghi come: la Basilica di Santa Chiara, la Cattedrale di San Rufino, il Museo Diocesano, l’Oratorio dei Pellegrini, fino ad arrivare alla Basilica di San Francesco nominata patrimonio dell’Unesco e all’Eremo delle Carceri. Quest’ultimo merita assolutamente una visita perché, nonostante rimanga leggermente fuori dal centro della città, è un luogo estremamente carico di energia positiva e di serenità. Fulcro del cammino francigeno, il nostrano cammino di Santiago, l’eremo permette di visitare il luogo dove San Francesco e altri francescani si ritiravano per pregare e meditare. Dal convento di pietra è possibile arrivare, tramite una gradevole passeggiata in mezzo ai boschi secolari di lecci e faggi, alla Grotta di pietra.

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Casa natale di San Francesco

Dopo aver purificato la propria anima e il proprio spirito è obbligatorio non lasciare Assisi prima di aver assaggiato il goloso piatto tipico: gli umbricelli al tartufo, una golosità da leccarsi i baffi!

Anche qui mi fermo un secondo e dedico una nota al Bed And Breakfast in cui abbiamo pernottato: si tratta di “Villa Clara”, location di nuovissima fattura letteralmente immersa tra poetiche colline punteggiate da ulivi a perdita d’occhio. La cosa strepitosa è proprio il fatto che tutte le raffinate camere dispongono di una porta finestra scorrevole che permette di uscire, sedersi e gustarsi una vista su un tramonto mozzafiato. Per maggiori info: http://www.villaclaraassisi.it/villa-clara/

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Vista dalla nostra camera: tramonto sugli ulivi

Seguendo la bici di Don Matteo arriviamo a GUBBIO: nemmeno dirlo…strade strette e vicoli oramai preceduti dalla loro fama televisiva. Piccola cittadina medioevale ci regala un meraviglioso scorcio grazie alla ‘Funivia del Colle Eletto’ che, in sei minuti di vertigini, brezza e skyline sulla città ci porta in cima fino alla Basilica di Sant’Ubaldo dove riposano i famosi tre ceri.

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Vista dalla Funivia del Colle Eletto

La festa dei tre ceri è la folcloristica tradizione in cui i tre ceri raffiguranti Sant’Ubaldo, San Giorgio e Sant’Antonio Abate, vengono trasportati di corsa da colorati ‘ceraioli’, dalla Piazza fino alla Basilica attraverso le ripide strade del monte Ingino. E’ infatti dentro questa chiesa, che potrete ammirare i ceri e un piccolo museo corredato da video che vi spiega la nascita e lo svolgersi di questa tradizione. Tramite ascensori e/o ripide scalinate, a seconda del vostro grado di stanchezza, si arriva nella spaziosa e arieggiata Piazza Grande dove si trovano il Palazzo dei Pretori e il Palazzo dei Consoli.

Volano via tre giorni dedicati all’esplorazione di una regione italiana affascinante, verde e rigogliosa di storia, arte, letteratura, di cultura e di interessanti spunti gastronomici e vinicoli.Nonostante i difetti, la nostra Italia resta pur sempre il Bel Paese riuscendomi sempre a stupire.

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Vista di Gubbio dal Monte Ingino

 

 

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