Cinque giorni nelle Fiandre: Bruges, Mechelen e Bruxelles
Un itinerario slow nelle Fiandre per chi vuole scoprire città d’arte, botteghe artigiane, giardini d’inverno e quartieri bohémien
Sono tornata nelle Fiandre.
L’ultima volta è stata almeno una decina di anni fa in pieno inverno. Il momento in cui gli alberi sono spogli, le giornate sono corte e quell’aria tipica delle città di questa parte d’Europa viene ancora più amplificata.
Ora è giugno, fa buio alle 22:20 circa.
Dall’alto, durante il decollo, una coltre di nuvole bianche crea un muro soffice che non promette nulla di buono. Meno male che ho messo in valigia l’ombrello, io che lo odio. Almeno è rosa con i pois. Una botta di allegria.

Poi arrivo a Bruges. Nel centro città è come camminare a metà via tra un landscape gotico e la fabbrica di cioccolato.
Le tipiche architetture dai mattoni scuri, bagnati sono ancora più scuri e ci pensa il profumo di cioccolata, waffle e patatine fritte a rallegrare l’umore e meno la linea.
Sono circondata da canali, da gruppi di turisti, da muri dalla calce bianca identitaria di alcuni edifici di questa città patrimonio Unesco.
Vi racconto 5 giorni tra Bruges, Mechelen e la capitale Bruxelles, ecco il mio itinerario.
Cosa troverai in questo blog post
Cinque giorni nelle Fiandre: Bruges
Il punto di vista per scoprire una seconda volta questa città è stato il progetto Handmade in Bruges, che mette in rete i maestri artigiani locali. Dal merletto al cioccolato, dalla moda sartoriale alle marmellate, una mappa di botteghe locali grazie alle quali scoprire una Bruges più local.

Il primo pomeriggio, dopo il check-in all’Hotel Montanus, un posto pazzesco immerso in un giardino e in una posizione super comoda per raggiungere il centro, mi sono incamminata verso la Piazza del Burg. Al tramonto, il sole che illumina la torre del Belfort con quella sua sfumatura dorata è qualcosa di indescrivibile.

Con la luce morbida, mi sono spinta fino al Lago dell’Amore, dove vedere i celebri cigni e assaporare l’inizio di un’estate delicata e romantica.
Ne ho approfittato per andare a cena da Tom’s Diner: da 25 anni capace di conquistare con una cucina genuina dal tocco rock ‘n roll. Non si trova in centro, ma con una breve camminata di circa una ventina di minuti è facilmente raggiungibile e ne vale la pena!

Il giorno dopo, mi sono alzata di buon’ora, per scoprire due punti importantissimi della città senza troppi turisti: il Ponte di Bonifacio e il Beghinaggio che dal 1998 è Patrimonio Unesco.
Da non perdere per nessuna ragione al mondo è il nuovissimo centro d’arte contemporanea BRUSK, che rappresenta una svolta importante per il profilo culturale della città.

Dire che si tratta solo di uno spazio espositivo sarebbe riduttivo: il BRUSK è un progetto architettonico che rispetta i parametri ecologici e architettonici più stringenti. Un edificio pensato per avere minimo impatto sulla città dimostrando come il classico e il contemporaneo possono andare a braccetto. All’interno si trovano linguaggi diversi, sguardi attuali, uno spazio incredibilmente nuovo e di condivisione.
SUPER TIPS! Visitare tutti i nostri musei e monumenti con un unico biglietto conveniente? Con la Musea Brugge Card, puoi visitare tutti i musei del circuito per 72 ore (una sola volta).
Dopo la visita, per il pranzo mi sono fermata al Bar Brusk dove si trova la formula buffet stagionale e local “a peso”.

Il resto del tempo a Bruges l’ho vissuto seguendo il ritmo che la città stessa suggerisce. Ho camminato a piedi fino all’Ospedale di San Giovanni e la farmacia storica attigua e mi sono spinta fino al quartiere di Sant’Anna, il mio preferito. Silenzioso, grazioso ed educato.

Sono passata dalla Cappella di Gerusalemme al Kantcentrum, dove nel pomeriggio alcune signore fanno il merletto come si faceva cent’anni fa. Le mura antiche con i loro mulini a vento, è qualcosa di straordinario. Tra le altre cose se riuscite a superare la scala vertiginosa potrete entrare per vederne uno dall’interno.

Cena super chic da Goesepitte43 che ha una particolarità: il suo fiore all’occhiello è la Mibrasa, un forno a carbone che esalta gli aromi naturali degli ingredienti e sprigiona una gamma unica di sapori puri. Da non confondere con la grigliatura tradizionale. Piatti deliziosi in un’atmosfera contemporanea senza dimenticare la varierà di verdure e di consistenze diverse.

Il ristorante può ospitare 20 persone, quindi è meglio prenotare.
Prima di partire con il treno per la prossima tappa, mi sono fermata da Blackbird per un veloce brunch all’ombra della statua del famoso Jan van Eyck.

INFO PRATICA: scarica l’App Visit Bruges per avere a portata di mano 4 itinerari diversi da fare a piedi o in bicicletta.
Cinque giorni nelle Fiandre: Mechelen
In circa due ore da Bruges, arrivo a Mechelen
Mechelen ha avuto la capacità di conquistarmi.
Sarà che amo le realtà più piccole e raccolte, sarà la bellezza discreta, saranno le sue strade tranquille, i fiori colorati del Beghinaggio che risale al XIII secolo, oggi Patrimonio UNESCO.
Qui, la memoria racconta come questo piccolo paese fu il centro pulsante del potere nei Paesi Bassi borgognoni. Una città che profuma ancora di ambizione rinascimentale, di beghinaggi Patrimonio Unesco e di musica nell’aria.

Sono arrivata a Mechelen in serata, durante il tramonto, ho camminato con il naso all’insù nell’ascoltare il suono delle campane e dei carillon del suo campanile.
Mi sono incamminata nelle passerelle di legno galleggianti che accompagnano il fiume, ho cenato in un ristorante raffinato, ho scoperto la storia di Margherita D’Austria e quello della bizzarra statua di un uomo a gambe all’aria, ho dormito in una vecchia fabbrica di sigari e ho scoperto la storia di un “giardino d’inverno” Art-Nouveau in cui è sempre primavera.

Se siete da queste parte scaricate l’APP “Visit Mechelen”, ti aiuterà a scoprire itinerari, attrazioni da non perdere, informazioni sugli hotel o sui trasporti. La città a portata di click!
Potete trovare il mio itinerario dettagliato, i consigli su dove mangiare e dove dormire in quest’articolo.
Cinque giorni nelle Fiandre: Bruxelles
Ho dedicato a Bruxelles una giornata per scoprire alcune cose insolite e alternative. Arrivando da due piccole realtà non avevo la spinta per buttarmi nei ritmi frenetici della grande città.
Non si può passare da Bruxelles senza andare a la Grand-Place: una delle piazze più belle d’Europa. Le facciate delle corporazioni medievali, il municipio che punta il cielo, la luce che cambia di ora in ora. Effettivamente ha il suo fascino, ma il mio obiettivo è un altro.

Il quartiere delle Marolles: l’anima popolare di Bruxelles. Strade strette, facciate un po’ sbucciate, negozi di antiquariato e murales colorati. E’ un quartiere riqualificato e per questo trattiene ancora la sua anima, ma accessibile senza paura.

A Le Marolles si trova uno dei mercatini vintage più interessanti di Bruxelles, oltre a negozi che sembrano archivi personali pieni di stoffe, lampade, oggetti di design e abiti. Se avete occhio e pazienza, è il posto giusto per trovare qualcosa di unico.

Se site a Bruxelles di domenica fate un salto al mercato accanto alla Gare du Midi: uno dei mercati più grande del Belgio. Caotico, vitale, profumato di spezie e pane fresco. Non è un mercato per turisti o almeno, non principalmente. È un mercato dove la gente compra il cibo per la settimana, dove si contratta e si chiacchiera bevendo tè marocchino in piedi.

Non mi sono spinta nei quartieri che narrano la politica europea, non ne ho avuto il tempo, ma sinceramente non era nelle mie priorità. Stando in città solo un giorno ho preferito scoprire cose più insolite.
Cinque giorni nelle Fiandre: come muoversi
Per questo tipo di itinerario io mi sono spostata in treno e in bus. Se siete dei ciclisti, sarebbe ottimo creare un itinerario lungo le piste ciclabili chilometriche. Se oltre a queste destinazioni, la vostra intenzione è quella di aggiungerne altre e avere maggiore autonomia,muoversi in auto è la scelta che consiglio.

Le distanze nelle Fiandre sono contenute e le strade sono, nemmeno a dirlo, in ottime condizioni.
I principali aeroporti di riferimento sono Bruxelles Zaventem (Brussels Airport) e, per chi arriva con Ryanair, Bruxelles Charleroi.
Per trovare la soluzione migliore al prezzo più conveniente, io uso DiscoverCars, il comparatore di noleggi che mette a confronto in un colpo solo tutti i principali operatori ( Hertz, Europcar, Avis, Budget e molti altri) con tariffe che variano molto in base alla stagione e all’anticipo con cui si prenota.
Lo trovo il modo più rapido per non perdermi tra mille informazioni e mille tab aperte. Il consiglio è di prenotare con almeno due settimane di anticipo, specialmente in estate e nei periodi di festività. Trovate il link diretto per la ricerca qui.

Attenzione! Il centro storico di Bruges e quello di Bruxelles sono in gran parte zone a traffico limitato. I parcheggi scoperti e i garage sono facilmente raggiungibili nelle periferie di entrambe le città, con navette o mezzi pubblici verso il centro. A Mechelen, invece, la situazione è più comoda e ci si muove tranquillamente anche in auto o a piedi.
Questo viaggio è stato realizzato con il supporto di Visit Bruges, Visit Mechelen e Visit Flanders.
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