Un viaggio sorprendente tra razionalismo e modernità nel cuore della Romagna: Forlì, itinerario per un trekking urbano nel cuore del 900
Dimenticate per un attimo le cartoline della Romagna. Lasciate da parte le spiagge della riviera o i mosaici di Ravenna e addentriamoci nell’entroterra. Oggi vi porto a Forlì, un museo a cielo aperto di architettura razionalista e non solo.

Questa città, spesso sottovalutata dagli itinerari turistici tradizionali, custodisce un patrimonio novecentesco straordinario, capace di raccontare diverse epoche attraverso le sue linee geometriche e i suoi spazi monumentali.
Ecco l’itinerario di un trekking urbano per passare un pomeriggio o una giornata a Forlì: la città del Novecento.

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Forlì, la città del Novecento: Piazza Saffi
Iniziamo il nostro itinerario dal cuore della città: Piazza Aurelio Saffi. Una delle piazze più estese d’Italia con i suoi quasi 12 mila metri quadrati.
Non si tratta solo di dimensioni, ma allenando l’occhio è possibile vedere secoli di storia dialogare come in un “teatro urbano”. Già da questo punto di partenza vi renderete conto di come Forlì sia riuscita a fare convivere la sua anima medievale con lo spirito del Novecento con una discreta e aggraziata continuità.

Sul lato Nord della piazza si trovano edifici razionalisti come il Palazzo delle Poste, il Palazzo degli Uffici Statali e il palazzo della Riunione Adriatica di Sicurtà, dominati dall’Abbazia di San Mercuriale con il suo campanile romanico che svetta oltre i 70 metri.
Dalla piazza potrete fermarvi allo IAT Hub, l’ufficio turistico della città sotto la galleria del Municipio, per recuperare un po’ di informazioni e la mappa del percorso urbano “il Miglio bianco” di cui vi parlerò tra poco. Inoltre seguendo Corso Diaz potrete raggiungere il Teatro Diego Fabbri che nasce dalla ristrutturazione dell’ex cinema Astra, inaugurato nel 2000.
Forlì, la città del Novecento: l’Hotel della Città
Dal teatro torniamo indietro per imboccare Corso della Repubblica.
Questo Corso ha diversi palazzi che inseguono i canoni architettonici austeri e lineari, ma sarà una grande insegna verticale tipica delle architetture italiane del 900 a rapire la vostra attenzione.
Si tratta dell’Hotel della Città, una struttura progettata nel 1953 da Gio Ponti e inaugurata nel 1957. Non si trattava di un semplice albergo, ma di un centro di ospitalità per artisti, letterati e uomini di scienza voluto dall’editore Aldo Garzanti. Un luogo dove la cultura poteva fiorire lontano dalle preoccupazioni economiche del tempo.

La particolarità delle iconiche finestre esagonali e gli spazi aperti (come il giardino), sono alcuni degli elementi che fanno di questo edificio uno degli esempi più significativi dell’architettura contemporanea della città e non solo.
Attualmente l’edificio è chiuso, ma vengono organizzati eventi e rassegne.
Proseguendo dritto, alzando lo sguardo in alto si trovano le “quasi” gemelle bianche Palazzine Bazzani-Benini che, come un sipario, aprono lo spazio al Piazzale della Vittoria.

Nell’angolo a sinistra oltre la colonna dorica alta 32 metri, spicca la Statua di Icaro dell’ex Collegio Aeronautico alta quasi cinque metri, realizzata in marmo di Carrara: simbolo dell’ambizione modernista. Attenzione! Non avvicinatevi troppo alla statua perché suonerà un allarme.

Siamo arrivati al punto di partenza (o di arrivo) dell’itinerario tematico chiamato “Miglio Bianco”.
Forlì, la città del Novecento: Il Miglio Bianco
Il Miglio Bianco è un percorso monumentale rettilineo che per circa un miglio collega l’attuale stazione ferroviaria a Piazzale della Vittoria attraverso 16 punti di interesse.

Il nome della passeggiata urbana, deriva sia dalla lunghezza del percorso, che dai vari toni dell’iconico bianco tipico dei degli intonaci e dei marmi utilizzati per la maggior parte di queste costruzioni in contrapposizione con il color terracotta chiamato in gergo tecnico “Rosso Imperatore”.
Nella mappa recuperata all’ufficio turistico o direttamente sul sito on line troverete tutte le indicazioni e le indicazioni più precise per scoprire tutti gli edifici, le loro caratteristiche e la loro storia.

Questo itinerario è un vero “catalogo” dell’architettura del primo Novecento tra razionalismo, liberty, neoclassicismo ed eclettismo architettonico unico.
Una volta arrivati alla stazione proseguite per il Foro Boario, il vecchio mercato del bestiame, che dal 1950 divenne uno dei cinque mercati più importanti d’Italia. Qui potete anche concedervi una pausa pranzo gustosa e tradizionale nel ristorante chiamato proprio “Foro Boario”.

Tornando verso il centro potete cambiare punto di vista e scoprire Forlì attraverso la street art che dal 2018 ha coinvolto artisti internazionali per disegnare e raccontare la Costituzione della Repubblica Italiana e il Risorgimento, ma questa è un’altra storia 🙂

Forlì è una di quelle città che sfidano le aspettative. Non troverete folle di turisti e questa è la Romagna che non ti aspetti e che sa sorprenderti.
Dopo questa artistica esplorazione capirete perché Forlì sta provando a candidare la sua architettura a Patrimonio UNESCO. In bocca al lupo Forlì!
Vuoi seguire un altro itinerario sul 900? Vi porto a Tresigallo!


