Ravenna: il viaggio del chicco di grano al Molino Benini
Siete mai entrati dentro ad un mulino storico funzionante? Ti racconto il Molino Benini che ha 100 anni e custodisce 5 segreti!
Entrare in un mulino storico come il Molino Benini, non significa solo osservare una filiera produttiva. , ma entrare in una storia che comincia da molto lontano.
Insieme a Luciano, il “guardiano del faro”, ho scoperto che dal 1926 il Molino Benini ha scelto la lentezza e il valore del km0.
Un molino centenario dove ogni anno, circa 16mila quintali di grano SOLO ROMAGNOLO, compiono un viaggio verticale su sei piani di altezza, per realizzare ogni prodotto alla “vecchia maniera”.

Un percorso in cui movimento, attesa e precisione giocano un ruolo fondamentale. La farina è il risultato di un equilibrio perfetto tra territorio, tempo, conoscenza e contemporaneità. Questo concetto lo suggerisce anche la grande meridiana dipinta sul muro del molino e che vedo dalla strada mentre arrivo a Santo Stefano, in provincia di Ravenna.
Cosa troverai in questo blog post
Molino Benini: dalla terra alla tavola
Tutto inizia nei campi.
Uno dei 5 segreti del Molino Benini è l’utilizzo dei cosiddetti Grani Gemelli, coinvolgendo circa 30 aziende agricole del territorio romagnolo. Una selezione mirata di varietà simili tra loro per garantire la giusta continuità qualitativa.

Il grano, raccolto in estate, è stoccato e lavorato lentamente durante tutto l’anno, diventando a spanna un milione di confezioni.
Molino Benini: un viaggio verticale lungo sei piani
Non voglio dilungarmi troppo sui passaggi di produzione, sarebbe come creare un catalogo di descrizioni che risulterebbero troppo tecniche a parole. Quello che invece vorrei trasmettere è che la passione fa la differenza e che non tutte le farine sono uguali, così come non lo sono i i processi di produzione.

Il molino si sviluppa in una torre del 1954. Un zig zag tra tubi di colori e grandezze diverse che accompagnano il chicco nella sua trasformazione.
Facendo un esercizio di immaginazione, se disponessimo il molino in orizzontale, il percorso si estenderebbe per oltre un chilometro.
In questo intreccio labirintico, ci sono tubi che portano il prodotto verso l’alto e altri che lo accompagnano verso il basso. E’ molto facile, guardandoli tutti insieme, perdere completamente l’orientamento. Allo stesso tempo, è davvero incredibile pensare come Luciano e Marco, “il mugnaio infarinato” su Instagram, siano in grado di capire al primo sguardo quale tubo fa cosa. Bè del resto, ad ognuno il suo mestiere.

Durante la mia visita al molino, uno dei passaggi più sorprendenti dopo aver setacciato il grano raccolto e stoccato, è il lavaggio. Viene utilizzata una macchina ad oggi abbandonata dai grandi impianti industriali, ma che incide per circa il 70% sulla qualità finale della farina.
In questa fase, nei chicchi integri, l’acqua penetra all’interno attivando gli enzimi naturali rimettendo in moto la vita del grano. Dopo un riposo di 24 ore il viaggio riparte per un ciclo di produzione della durata di circa 6 minuti totali.
I laminatoi del 1954 ancora in funzione dopo oltre 70 anni, aprono il chicco grazie all’azione dei cilindri “a freddo”, preservandone i valori nutrizionali e i profumi. La farina viene poi accolta in fariniere di legno, restaurate sia all’interno che all’esterno. Il legno permette alla farina di respirare e lo stesso vale per i setacci, limitandone la formazione di muffe.

I 4 ingredienti per l’intero processo sono il grano, l’acqua, il movimento e nessun scarto. Il farinaccio, la crusca e il germe di grano, continuano la loro vita, chi sulla tavola e chi nella zootecnica.
Molino Benini: comprare la farina buona
Il percorso del grano non si ferma dopo essere stato confezionato, anzi è qui che comincia il bello! La materia prima diventa creatività e gusto!
Le farine si possono comprare nel comodo shop online, nel negozio accanto al molino, ma anche nella grande distribuzione come Coop e Conad della Romagna. Sul sito è possibile trovare la lista completa dei punti vendita in cui trovare i prodotti Molino Benini
Ci sono farine specifiche per fare le tagliatelle e quelle più indicate per la pizza. A tal proposito, la mia preferita, la FARINA MERAVEJA, è il prodotto di punta del mulino.

Accanto ai canali di vendita, c’è poi una scelta che si connette direttamente al territorio e ai professionisti: molte pizzerie e pizzaioli hanno deciso di lavorare solo con queste farine, sostenendo il concetto local, la qualità e il km0.
Molino Benini: eventi e cooking class
Durante l’anno il Molino Benini organizza diversi eventi. E’ in queste occasioni che si potrà partecipare alle visite guidate, a piccoli spettacoli, a degustazioni, ma anche a cooking class specifiche.
Vi consiglio di tenere d’occhio il sito e i canali social per stare informati sulle novità!

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