INDIA

Varanasi, la città sacra: perché vederla e cosa vedere

Varanasi è la città sacra per eccellenza. Tappa imperdibile in un viaggio alla scoperta dell’India del Nord. Perché vederla e cosa vedere ve lo racconto qui.

Di Varanasi ho dovuto scrivere subito di getto.

Varanasi o Benares è la cosa più incredibile che io abbia mai visto in tutta la mia vita. Quando qualcuno te la racconta, ascolti, provi ad immaginare, ma poi ti rendi conto che no, non puoi, è impossibile. Impossibile farlo anche solo minimamente. Finché non la vedi con i tuoi occhi non si può.

Non è presunzione è solo oggettività.

Varanasi ti investe come un pugno dritto allo stomaco e uno sulla faccia. Ti lascia senza parole e senza fiato.

Può spaventare, ci sta. Varanasi è uno di quei posti al mondo in cui non puoi sapere come sarà, come starai o come la prenderai. Lo sai solo quando ci sbatti la faccia. È una vera e propria scommessa verso sé stessi. La si può vincere, come no.

Non so spiegarvi cosa sia, ma di fronte a tanta sporcizia e a tanta miseria, vi ritroverete avvolti, ammaliati e conquistati da quello che potrebbe benissimo essere considerato uno dei gironi dell’inferno. Non lo farà perché è bella, ma lo farà per la sua essenza, la sua anima, il suo karma, la sua energia, la sua essenza religiosa, il suo significato e la sua assurdità. Se così non fosse, va bene lo stesso perché comunque lei rimarrà impressa lì, perché nella vostra vita probabilmente vedrete poche cose simili a questa, che lo vogliate o no.

Varanasi è il Gange, il fiume sacro che purifica e lava via tutti i peccati. Sono le abluzioni, le preghiere, i canti, le sedute di yoga, le cerimonie, il bucato e mille altre cose impensabili che vengono fatte sulle sue luride rive. 

Varanasi è fatta di mille sfumature che per noi sono impossibili da comprendere, ma una è quella più importante: per gli indiani morire qui significa mettere fine al ciclo delle reincarnazioni per arrivare finalmente alla liberazione. La morte viene esposta, viene venerata e “santificata”, se vogliamo utilizzare questo termine non proprio appartenente alla cultura hindu. Non ci sono lacrime versate, non ci sono tristezze, ma c’è la fine di un susseguirsi di vite e la purificazione eterna con profondo rispetto verso un rituale che si attiene a precise regole. Essere di fronte ai “ghat cerimoniali” è come ricevere una botta nei denti.

La morte la vedi e la respiri, nel vero senso della parola. Non credo di riuscire a darvi e dirvi le parole giuste per tutto questo, perché davvero non ce ne sono, ma di una cosa sono sicura: non abbiatene paura, anzi approfittate di ciò che vedrete per rifletteteci su.

Varanasi è lercia, è puzzolente, è nauseabonda, è un ricettacolo di persone, di animali, in cui riesci a passare ore seduto su un gradino dei ghat a guardare la vita che ti scorre di fronte senza credere ai tuoi occhi. Tra le tante cose, non riusciremo mai a comprendere fino in fondo cosa spinge gli indiani, adulti, bambini e anziani, a venire fino a qui da ogni parte dell’India per bere l’acqua del Gange contaminata da qualsiasi genere di batterio e sa solo Dio cosa.

Varanasi sono i richiami alle cerimonie sul fiume alle 5.30 del mattino e alle 17.30 del pomeriggio. Sono le processioni con i morti avvolti da sudari arancioni nei dedali della città vecchia sino ad arrivare al ghat principale.

È la sua gente miserabile ai bordi delle strade avvolta dalla sporcizia. E’ la gente che riempie taniche con l’acqua del Gange per poi utilizzarla a casa nei vari rituali. Un po’ come l’acqua benedetta di Lourdes nella madonnina che le nonne hanno in casa come souvenir.

E’ la sua infinita lista di domande a cui noi non troveremo mai risposta, ma va bene anche così.

Varanasi: cosa vedere

Varanasi non è solo il Gange, ma è tantissimo altro che, purtroppo noi non abbiamo avuto modo di esplorare sia per mancanza di tempo, ma anche per stanchezza. Decidete voi cosa vedere e quanto tempo vorrete dedicare a questa tappa, ma soprattutto non fatevi programmi: vivete le giornate ai bordi del suo fiume. Fare passeggiate lungo i ghat, sedervi e guardare cosa succede intorno a voi sarà la cosa principale da fare.

Partite dall’Assi Ghat, quello più a sud e risalite fino al Dashashwamedh Ghat. Qui troverete due enormi piloni disegnati che simboleggiamo il ghat più animato e pittoresco. Proseguite per arrivare al Manikarnika Ghat, il principale ghat funerario. Vi accorgerete che siete nel posto giusto dalle cataste di legna e dalle pire infuocate e proprio in quel preciso momento non crederete ai vostri occhi.

Varanasi curiosità! La quantità e la tipologia di legna con la quale avvengono le cremazioni indica la casta sociale del morto. Più legna ci sarà, più la casta di appartenenza sarà alta. Il legno più prezioso con il quale si può creare una pira funeraria è quello di sandalo.

Varanasi : consigli di visita

  • Nelle zone dedicate alle cremazioni: Manikarnika Ghat e Harishchandra Ghat potrete assistere alle cerimonie, ma evitate di scattare fotografie. Non perché il tutto avviene all’aperto siamo autorizzati a mancare di rispetto. Mantenete un atteggiamento decoroso, di silenzio e vedrete che nessuno vi manderà via. Se proprio vorrete scattare una foto, fatelo da più lontano.
  • Fate un giro in barca o all’alba o al tramonto o magari entrambi per vedere le rive del Gange e dei suoi ghat da una prospettiva differente. All’alba avrete la possibilità di vedere tutto con la luce del giorno, mentre di sera con il buio. Il fuoco e il fumo saranno ancora più suggestivi. Chiedete al vostro alloggio di organizzarvi una barca, per 500 rupie per persona avrete la vostra uscita assicurata. In alternativa, potrete contrattare direttamente sui ghat. Non farete assolutamente fatica a trovare un barcaiolo disposto ad accompagnarvi, anzi tutt’altro, si scatenerà una guerra! Siate precisi sul prezzo, su quanto per persona e confermate che quando dicono 100 si tratti di rupie e non di euro o dollari. Ricordate sempre: gli indiani sono furbi! Noi non abbiamo optato per questa soluzione, quindi non vi so dire che tipo di imbarcazioni abbiano, ma soprattutto quanto siano vecchie.
  • Non date retta a nessuno! Durante le vostre passeggiate sarete fermati ogni 5 passi da qualcuno. Tutti e dico tutti vorranno portarvi o in un negozio, o in un posto strategico per farvi vedere le cremazioni, e bla bla bla. Driblate tutti e tutto, ringraziate e dite no. Prima o poi demorderanno. Non fate la carità a nessuno e ricordatevi che incontrerete diversi finiti santoni che vorranno dei soldi per farsi fare le foto. Anche in questo caso, sappiate a cosa andate incontro. Vi accorgerete ben presto della differenza tra quelli reali e quelli fittizzi.
  • Quando contrattate un tuc tuc, anche in questo caso accertatevi che il prezzo concordato sia per due persone. Anche in questo caso giocano di scorrettezza: vi dicono 150 rupie, si parte, si arriva e poi scoprirete che intendevano 150 rupie a testa, ovvero 300 in tutto. Siate chiari sin da subito, altrimenti avanti un altro.

Varanasi Travel Tips! Gli alloggi a Varanasi, diciamola tutta, non sono proprio dei migliori. Dopo la prima notte terribile, abbiamo abbandonato prontamente l’alloggio il giorno seguente, per scegliere lHeritage Inn: posizione comoda, pulito, luminoso e prenotato tramite Booking. Come tutte le strutture di Varanasi, non aspettatevi una struttura nuova, no per niente, ma almeno ha una parte da poco ristrutturata in cui troverete le camere più carine e un ristorante al piano di sopra. Prenotate la Deluxe, molto meglio delle camere Classic.

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