Valli di Comacchio: dalla terra al mare

Ci sono quelle domeniche diverse, quelle domeniche in cui hai voglia di sentire solo il rumore della natura e quelle domeniche in cui hai deciso che tutto si deve fermare, almeno per qualche ora.

Questa è stata una di quelle.

Decidiamo, prepariamo due panini  e due birre, carichiamo le bici in macchina e partiamo: destinazione Valli di Comacchio.

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Per chi ama la natura e per chi ama andare in bicicletta, la zona delle Valli può davvero dare soddisfazioni. Questa zona è ricca di percorsi in mezzo alla natura creati ad hoc e nel sito http://www.ferraraterraeacqua.it/it/comacchio/scopri-il-territorio/ambiente-e-natura/parchi-riserve-naturali/valli-di-comacchio-parco-delta-del-po si possono trovare tutta una serie di itinerari interessanti per scoprire quest’ area così piena di natura e perché no, anche di cultura. Comacchio e in generale il Delta del Po è famosa per due cose: l’umidità e le zanzare grosse come elicotteri.

Si un po’ è vero, ma può essere davvero riduttivo. Pensiamo alle specialità tipiche e tutto va un po’ meglio: tortelloni di zucca e patate, la torta “tenerina”, la “salama” da sugo, le vongole e l’anguilla. Ok, mi schifa proprio l’anguilla, sia da vedere che da mangiare, ma il resto lo reputo molto interessante.

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Ci sono tanti modi per andare alla scoperta di questa oasi naturale, casa di tantissime specie, tra cui gli splendidi fenicotteri.

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Valle Spavola

Si possono prediligere itinerari in barca, a piedi, con guide naturalistiche o senza oppure in bicicletta. Itinerari tutti perfettamente segnalati da segnaletiche che vi guideranno dall’inizio alla fine.

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Segnaletiche dei percorsi ciclabili

Il nostro inizia a Lido degli Estensi e dopo un breve pezzo di strada condiviso con le macchine, arriviamo ai sentieri tranquilli nel bel mezzo di terra e acqua. Si attraversano piccoli sentieri in silenzio accompagnati dalla vista dei classici “padelloni”, i casoni da pesca, con le loro reti e i loro pescatori. Passato il Canale Logonovo si arriva agli ampi spazi dove sarete divisi sulla destra dalla Valle Spavola e sulla sinistra dalle Saline di Comacchio, rifugio di una glamour colonia di fenicotteri vestita di nero e di rosa.

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Oltre a questi,  che placidi sorvoleranno la vostra testa, si possono ammirare colonie di cormorani, di aironi cenerini,  di martin pescatori e di gabbiani che si lisciano le piume ed elegantemente quasi danzano su queste acque salmastre che incontrano il dolce e il salato.

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Si arriva così alla Stazione Foce da cui partono escursioni guidate a piedi o in battello e dove ci si può prendere un momento di relax mangiando un boccone  “Al Bettolino”, ristorante tipico della zona. Seguendo la destra  e costeggiando il canale si arriva poi alla piccola Venezia: Comacchio.

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Un piccolo gioiello.

Casette e canali, ponti e mattoni, portici e chiese, storia e profumo di pesce.

Anguille e vongole.

Pittoresca città dai Tre Ponti affascinanti.

Abbiamo parcheggiato la bicicletta e ci siamo goduti questo paesello a piedi tra i sali e scendi dei suoi piccoli ponti per poi proseguire con un lunga pista ciclabile fino a Porto Garibaldi.

Mi piace questa parte di Romagna, questa Romagna ferrarese che profuma di bonifica, di commercio, di navigazione, di storia contadina e di storie di pescatori. Teatro di dominazioni , di colonie e di mulini. Teatro dell’infanzia e della giovinezza della mia nonna che in questo territorio a modo suo combatté la guerra correndo per i campi.

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Tre ponti di Comacchio: simbolo della città

 

 

 

 

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