IRLANDA ON THE ROAD: un viaggio in contromano

L’Irlanda profuma: profuma di erba verde e di pioggia. Terra di rocce e di nuvole. Terra di folletti, di streghe e di anelli. Terra di muschio, lana e di fisarmoniche. Terra di leggende e di poesie.

Quando pensi che l’Irlanda non abbia più nulla da regalarti, nessun pensiero potrebbe essere più errato. Basta un attimo per stupirti nuovamente e riempirti gli occhi. Una bellezza che non pensavi potesse esistere in nessun luogo, se non su una cartolina dipinta con acquerello.

Quelle che vedi esposte nei mercatini parigini.

Foreste incantate delle favole dove pensare e trovare leggende di fate, folletti, streghe, maghi, regine e re, rocce aspre corrose da un vento e da un mare impetuoso, calore e ospitalità dentro ad un pub che suona di arpe, fisarmoniche e di Guinness, pecore placide avvolte nella loro lana, nuvole veloci e gonfie che rendono il cielo d’Irlanda uno dei cieli più meravigliosi del mondo.

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Dungaire Castle

Guardare i capelli rossi e la pelle diafana significa ripercorrere e pensare alla storie di Celti e Vichinghi, invasioni e saccheggi, ricchezze e povertà, cattolici e protestanti ancora divisi da un muro nella dura e vicina Belfast.

La Mannoia aveva ragione: dopo il bianco e nero della pioggia non puoi che meravigliarti nel guardare quei colori che il sole fa brillare più del vero.

Il nostro viaggio comincia da Belfast, ma il vero e proprio On the Road irlandese comincia da Dublino alla volta del Connemara.

Ritirata la macchina al noleggio accanto all’aeroporto, cominciano i grattacapi.  Io non sono seduta nel mio solito posto, ma sono seduta dove di solito è presente il volante. E stessa cosa per il compagno che, dovrà affrontare il nuovo modo di guidare.

Cosa principale da fare è: uscire dal parcheggio…ma come??Bella domanda!

Le prospettive di lateralizzazione si capovolgono, la destra diventa la nostra sinistra. Sui rettilinei tutti i santi aiutano, ma affrontare le rotonde è un vero disastro! Ti senti perennemente in contromano e ad ogni macchina che incontri prevedi uno scontro frontale fatale.

Vi tranquilizzo: non preoccupatevi troppo, dopo due giorni queste sensazioni scompariranno e sarà come guidare in maniera normale. Più o meno.

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Rabbia

Dal paesaggio brullo del Connemara, passando da Carna, Cashel, Clifden arriviamo a Galway, una vera e propria cittadina dallo spirito puro irlandese. Fredda, ma colorata e sonora.

Città di piccoli vicoli e città degli anelli Cladddagh, anelli simbolo della lealtà dei veri discendenti irlandesi. Anelli che mi hanno fatto ripensare un po’ a quello più famoso:  quello di Tolkien. Dopo la fermata al Connemara partiamo per l’ATLANTIC WAY, una strada che segue tutto il percorso della costa irlandese: rocciosa, romantica, erbosa, remota, ventosa, annebbiata. Regala scorci sensazionali: regala spiagge, montagne, prati e poesia. Le fotografie si sprecano.

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Connemara Cow

Si dipanano sotto i nostri occhi: la contea di CLARE con meravigliosi scorci di montagna dalla maestosa e inquietante bellezza accompagnata dal suono rabbioso del mare, il roccioso e aspro BURREN,  fino ad arrivare alla piccola cittadina di  Doolin e alle sue famosissime CLIFF OF MOHER. Come dare torto alla loro celebrità, spettacolo di rara bellezza soprattutto colorate dai raggi del sole…peccato averle viste sotto la pioggia sferzati da un vento tagliente.

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Cliff of Moher: uno spicchio di sole dopo un’ora di pioggia e di vento, perseverare!

Seguendo la SLEA HEAD DRIVE perdiamo i nostri occhi nella selvaggia DINGLE Peninsula, primo dei tre anelli che faremo durante il nostro viaggio. Seguirà il RING OF KERRY e la BEARA Peninsula. Nessuno dei tre ha deluso le nostre aspettative, veri e propri spettacoli della natura.

Bypassando completamente la città di Cork, polo industriale, abbiamo proseguito per CASHEL (visita alla Rock of Cashel), poi verso la medioevale KILKENNY con il suo castello e le sue streghe ed infine GLENDALOUGH suggestivo sito monastico nella contea di WICKLOW all’incirca 50 km da Dublino.

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Cimiteri Celtici

Di solito mi piace descrivere in maniera molto accurata gli itinerari, ma per l’Irlanda sento di fare un’eccezione: per visitare questa terra l’unico modo è quello di perdersi, abbandonarsi e lasciarsi traportare da strade e deviazioni improvvise, osservare la natura che cambia ogni dieci chilometri, perché è solo così che riuscirete a coglierne davvero l’essenza. E’ un po’ come essere folletti: saltare in qua e in la in questo verde sconfinato che più verde non si può.

Qual è il periodo migliore per andare?

Il periodo primaverile o estivo risulta essere quello più favorevole. Da Settembre/Ottobre  l’autunno porta con sé la pioggia, ma questo non deve scoraggiare, alla fine il bello dell’Irlanda è proprio questo: il suo cielo che cambia ad ogni battito di ciglia. E perché no, anche sotto un cielo grigio risulta avere un certo fascino.

Quanto stare?

Per visitare l’Irlanda nel migliore dei modi (e cioè da Nord e Sud) un mesetto sarebbe l’ideale, ma 15 giorni o anche una settimana possono essere sufficienti, basta capire su quale parte del paese concentrarsi e su quali siano le vostre priorità. Il trekking e le passeggiate in mezzo ai boschi portano via sicuramente più tempo, che perdersi tra le strade e i pub di Dublino. In questo caso anche un weekend potrebbe valerne la pena.

Dove dormire?

L’ultimo problema di una vacanza in Irlanda è il pernottamento, ovunque voi siate anche in uno degli angoli più remoti di una qualsiasi contea troverete un Bed and Breakfast pronto ad accogliervi. Ci sono posti davvero deliziosi e caratteristici con ottime e golose colazioni. Slurp!

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Kilkenny Castle

Come spostarsi?

Il modo migliore per spostarsi e visitare il paese è sicuramente il noleggio di un’ autovettura. Questo permette una massima libertà di azione sotto tutti i punti di vista. Le strade principali sono in ottimo stato, scorrevoli e poco trafficate. Il sistema di segnaletica stradale è perfetto e difficilmente vi perderete, ma se così fosse godetevi anche quel momento. Attenzione, però, alle strade secondarie: sarà impossibile andare a velocità sostenuta, alcune strade sono molto strette (spesso passa solo una macchina) con muretti di pietra a destra e sinistra. Queste, sono patria delle pecore, quindi attenzione e massimo rispetto ai quadrupedi che attraversano e pascolano in qua e in là. In ogni caso, vale la stessa regola che vale in tutto il mondo, forse ancora di più perché si guida in contromano: prudenza e buon senso.

Cosa vedere e cosa fare?

In Irlanda la cosa principale che deve essere vista è la natura e la sua essenza, ma anche le città, i villaggi (soprattutto quelli più piccoli), i musei e i siti medioevali rendono l’idea della sua cultura celtica. Percorsi, trail, escursioni, fari, spiagge,  monasteri, chiese, rovine, cimiteri appartengono ad una affascinante cultura e ad una storia controversa e sofferta. Va da sé che una tappa obbligatoria non può non essere che uno dei caratteristici  pub per bersi una pinta di Guinnes e ascoltare buona musica tradizionale.

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Kinvara

Cosa mettere in valigia?

Sicuramente e indipendentemente dalla stagione un KWAY o un impermeabile, scarpe comode per le passeggiate eventualmente anche quelle un pochino più tecniche, un adattatore di corrente, macchina fotografica e tante tante schedine SD.

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7 pensieri su “IRLANDA ON THE ROAD: un viaggio in contromano

  1. Parole e immagini che invogliano a partire…in Irlanda ci sono già stata, ma ogni viaggio lo si fa con occhi e consapevolezze diverse, ecco perché ci tornerei…grazie per le rinnovate emozioni, è veramente un bellissimo articolo!

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