23 Giugno 2026

Bruges: scoprire la città attraverso le mani dei suoi artigiani

Dalle botteghe storiche ai laboratori creativi: un itinerario sostenibile alla scoperta della Bruges contemporanea attraverso il progetto Handmade in Brugge

Quando si pensa a Bruges, l’immaginazione corre subito ai canali, alle facciate medievali e alle piazze che sembrano uscire da un dipinto fiammingo. Tutto vero, ma c’è un altro modo per scoprire la città che si fa lustro non soltanto del suo straordinario patrimonio storico, ma anche della creatività locale.

Per scoprire questa connessione esiste una narrazione chiamata “Handmade in Brugge” : un progetto che riunisce artigiani, designer, creativi e produttori locali che contribuiscono ogni giorno a dare forma all’identità contemporanea della città.

Più che una guida, Handmade in Brugge è un invito a cambiare prospettiva. Attraverso la mappa del progetto ho esplorato Bruges seguendo il lavoro e le idee dei creatori di bellezza.

Handmade in Brugge: quando un logo è una bussola

Passeggiando per la città, il logo Handmade in Brugge compare sulle vetrine, negli atelier e nei laboratori che fanno parte della rete. Un simbolo che identifica, ma che invita a prestare attenzione.

Entrare nelle attività che espongono quel marchio, significa entrare in contatto con realtà che condividono valori comuni: produzione locale, autenticità, sostenibilità, innovazione e collaborazione. Una bussola urbana che mi ha guidata verso una Bruges meno “globalizzata”.

Un racconto collettivo di una città che continua a investire nel sapere artigiano come risorsa per il futuro e come invito ai visitatori di essere più consapevoli.

Handmade in Brugge: comprare local

Uno dei messaggi più interessanti del manifesto di Handmade in Brugge è che acquistare un prodotto artigianale, rappresenta un modo diverso di viaggiare.

Il lavoro degli artigiani contribuisce a mantenere viva l’unicità dei luoghi. Entrare in una bottega significa incontrare persone, ascoltare storie, osservare processi creativi e comprendere il valore del tempo necessario per realizzare qualcosa di unico.

Scegliere un prodotto locale significa sostenere conoscenze e competenze che si tramandano da generazioni, favorire economie di prossimità, ridurre l’impatto ambientale e contribuire alla vitalità dei quartieri. Significa anche riconoscere che dietro ogni oggetto esiste un patrimonio di conoscenze che non può essere replicato su scala industriale. Almeno fatto in quel modo.

Dovremmo riuscire a farlo in ogni luogo, anche a casa.

Handmade in Brugge: un itinerario sostenibile

Grazie alla guida Handmade in Bruges e all’app “Visit Bruges” (che ho scaricato sul telefono) è possibile seguire almeno 4 itinerari tematici. Ho trovato questo strumento molto comodo. Non solo mi ha aiutata a scoprire la città, ma soprattutto ad organizzare un percorso che avesse senso con i miei interessi e le mie priorità.

Ho cominciato la mia esplorazione con una colazione (in piedi) da Otto Waffle Atelier. Qui una delle specialità più iconiche del Belgio viene reinterpretata con attenzione. Il waffle è il risultato di una ricerca che dimostra come la tradizione non perde di autenticità, anche per gli intolleranti al lattosio e al glutine.

Ho raggiunto Jam Jam Confituur, un laboratorio specializzato nella produzione di marmellate artigianali. Il negozio è pieno di vasetti, grandi, medi, piccoli, gusti particolari e insoliti che raccontano il valore della stagionalità e delle materie prime locali.

Proprio li accanto si trova De KASbolle, il paradiso dei latticini e della torta al formaggio Home made!

Il tema della creatività emerge con forza da Simbolik, un atelier per gli appassionati di calligrafia. E’ un posto incantevole, quasi magico. Lettere scritte su carta, ma anche calligrafia in ceramica e porcellana. Realizzati anche grazie a collaborazioni con poeti, gente di teatro o musicisti.

Verso il quartiere di Sant’Anna, quello dei mulini a vento, si incontra il calzolaio che ripara e che fa scarpe su misura Shoe Recrafting. Poco distante troverete l’atelier Cadavre Exquis che crea meravigliosi bustini e corsetti. Seguendo la strada mi sono immersa a Kantcentrum: uno dei luoghi simbolo della tradizione del merletto a Bruges.

Dopo un piccolo percorso che racconta la storia del merletto dal passato alla contemporaneità è possibile vedere (dalle 14 in poi) le signore al lavoro.

Non poteva mancare una tappa dedicata al cioccolato. Alla Chocolaterie Spegelaere o da Dumon si scopre (e si assaggia) uno dei simboli del Belgio: le praline e la cioccolata.

Questi sono solo alcuni esempi, ma nel sito dedicato potrete scoprire tutti gli artigiani coinvolti ed integrarli nel vostro percorso che sia a piedi o in bicicletta.

Bruges è una città perfetta per un turismo lento e consapevole. Muoversi senza fretta, godersi il tempo lento o la mattina presto senza troppi turisti è un vero piacere.

Su questo stile puoi continuare il tuo itinerario a Mechelen!

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